Emis Killa nell’occhio del ciclone per alcune sue dichiarazioni, in merito al tema sicurezza della città di Riccione. Il rapper inserisce la cittadina in un discorso più ampio che riguarda il pagamento delle tasse e i servizi che lo Stato, in teoria, dovrebbe fornire al cittadino. Tra cui, appunto, la sicurezza. “Riccione è diventata Marsiglia comunque. – ha scritto su Twitter – Una volta i giovani andavamo li a divertirsi, le famiglie anche. Ora dopo le 18:00 se sei un bravo ragazzo devi avere paura a farti una passeggiata sul lungomare. Le manganellate nelle ginocchia ci vogliono”. Le sue parole hanno fatto il giro del web, suscitando l’interesse anche di una parte politica, tanto che l’artista ha dovuto precisare: “Mi trovo costretto ancora una volta a prendere le distanze dai post che la Lega sta divulgando strumentalizzando le mie parole. Fatemi il favore di non scambiare un mio pensiero per orientamento politico. Non dovrei manco star qui a precisarlo, ma si sa come va il mondo al giorno d’oggi”.

Anche Linus, in vacanza con la famiglia in America, ha voluto rispondere al rapper. Il direttore artistico di Radio Deejay e direttore editoriale del polo radiofonico del Gruppo Gedi conosce molto bene Riccione. Dal 1987 ogni estate, Radio Deejay intrattiene il suo pubblico con tanta musica dal vivo. “In tanti mi hanno girato questo tweet di Emis Killa, che però è solo un frammento di una lunga chiacchierata. Ma merita comunque una puntualizzazione. – ha scritto Linus su Instagram – Caro Emiliano, mi permetto di rispondere a quello che hai scritto perché conosco te da vent’anni e Riccione da più di trenta, e credo sia il caso di fare qualche distinguo. Innanzitutto, non so tu, ma io non frequento Marsiglia, quindi non mi permetto di fare paragoni. Di sicuro frequento Riccione, ero lì come sempre fino a pochi giorni fa. E quel riferimento a un ‘dopo le 18’ da coprifuoco è decisamente esagerato. Lo so, stai scrivendo su un social, quindi il linguaggio è volutamente forte, so come funziona. Hai ragione quando parli di giovani ormai allo sbando, incapaci di gestire la convivenza con i loro simili ed educati solo dai social, però questo è un problema di qualunque città. Come te vivo a Milano, ho un figlio adolescente, e so come è diventato pericoloso per loro andare in giro.

Quindi la conclusione: “È inevitabile quindi che dove ci sono tanti ragazzi questi problemi aumentino, ma succede a Riccione come a Gallipoli come a Lloret del Mar. Però a Riccione questa è stata un’estate assolutamente tranquilla, senza nessuno dei disordini minacciati. Mi ricordo il tam tam di giugno, ma non è successo nulla di quello che si paventava, anzi. Senza ‘manganellate nelle gambe’ ma solo con più attenzione e prevenzione. Però è vero che non si può abbassare la guardia, ma questo riguarda tutti, specie noi genitori”.

Sul tema è intervenuta anche Andrea Delogu che, in qualche modo, appoggia la linea di Emis Killa: “Ho voluto far fermare la polemica che stava ribollendo ieri in seguito ad un tweet di Emis (amico mio non riesco a taggarti). Il suo discorso arrivava da uno sfogo molto più lungo, uno sfogo contro uno stato che chiede il 50% alle partite iva, e poi ha portato degli esempi pretendendo che quel suo (nostro) 50% venga investito in modi tangibili, modi di cui il/la cittadino/a possa beneficiare, e ha fatto un esempio sulla sicurezza citando la città di Riccione dove si trova ora. Mi spiace vedere che si prenda solo l’ultima parte di un discorso che ha fatto per attaccare una città intera. Sono tornata da poco da casa (sono di Rimini) e non l’ho mai trovata così splendida, bella, facile e tutelata. Riccione (considerata la sorella di Rimini, uniti da amore e gelosia da sempre) l’ho trovata delicata e bellissima come sempre, sono stata in discoteca, ho passeggiato e sono stata al mare e la sensazione di insicurezza non mi ha sfiorata. Ciò non vuol dire che Emiliano non abbia avuto ragione a scrivere certe cose, chiunque è liber* di condividere quello che prova e sente, ma non è giusto strumentalizzare un discorso molto più ampio, puntando il dito su un esempio fatto ed estremizzato per far riflettere sul peso delle tasse a chi possiede partita iva e non fatto per colpire una città. Chiedo scusa ai giornalisti che mi hanno contattata ieri per parlare della vicenda a cui non ho risposto, alcune cose scritte di pugno si comprendono meglio e non alimentano polemiche inutili”.

A stretto giro sui social è arrivata anche la risposta di Emis Killa dai toni molto più concilianti rispetto al suo tweet iniziale: “La cosa più odiosa di tutta questa faccenda è che la gente per ignoranza o per pigrizia di approfondire sta scambiando il mio rammarico e la mia amarezza per diffamazione. Io AMO Riccione e ci vado da quando ho 13 anni, 20 anni che la frequento ogni anno (compreso questo) pianifico di comprarmici una casa per passare tutta la stagione estiva in riviera. Ho sempre subito il fascino di quel posto e dei suoi abitanti. Se però il fatto che faccia una critica alla piega che ha preso negli ultimi anni deve farmi sembrare il nemico pubblico numero 1 allora qualcosa non va. Mi dispiace sinceramente se qualcuno ha frainteso e si sia sentito offeso ma torno a ribadire che il mio tono non voleva essere in alcun modo critico bensì amareggiato”.

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