Il M5s correrà da solo alle Regionali in Sicilia. La decisione è stata comunicata da Giuseppe Conte in una riunione con i Cinque stelle siciliani. Si rompe l’alleanza giallorossa, quindi, anche laddove sembrava essere sopravvissuta alla rottura a livello nazionale, dopo la caduta del governo Draghi. Il Movimento ha già indicato il suo candidato-presidente, che sarà Nuccio Di Paola, il referente del M5s nell’isola, mentre ora Caterina Chinnici, eurodeputata del Pd che aveva vinto le primarie di coalizione a luglio, riflette se ritirarsi dalla corsa: “La coalizione non esiste più” dice e questo “impone nuove riflessioni”.

Ad annunciare la rottura dell’accordo elettorale è stato il leader del M5s Giuseppe Conte. La corsa solitaria, spiega su facebook, servirà a “dare riscatto e dignità a tutta l’isola”. “Alcune settimane fa ero stato chiaro – sottolinea – Quello che vale a Roma vale a Palermo. Sappiamo come è andata nella capitale: il Pd ha scelto l’agenda Draghi, rinnegando tutto il lavoro realizzato in direzione progressista durante il Conte II. Nonostante questo, in Sicilia abbiamo tentato fino all’ultimo di costruire un percorso comune, anche in considerazione del percorso di partecipazione costruito in occasione delle primarie. Dal Partito democratico, però, ancora una volta non sono giunte risposte adeguate”. Il punto finale che secondo Conte ha decretato la frattura definitiva riguarda il fatto che “da una settimana c’è un’impasse dovuta all’insistenza dei democratici per infilare nelle liste esponenti impresentabili. Una posizione che ha messo in imbarazzo anche Caterina Chinnici, che è stata costretta a richiamare il Pd su questo punto: chi ha procedimenti penali pendenti deve restare fuori dalle liste”. Il M5s, aggiunge l’ex premier, è “garanzia di profili impeccabili, al servizio dei cittadini. L’asticella del senso delle Istituzioni con noi è sempre alta, tanto sul versante nazionale tanto sul versante locale. Questi segnali che ci arrivano dagli amici del Pd non sono affatto incoraggianti”.

Dal Nazareno replicano così: “La scelta di Giuseppe Conte di annullare il voto libero dei siciliani è senza precedenti. E’ un modo per rompere non solo un’intesa politica e degli accorti sottoscritti, ma un impegno assunto con decine di migliaia di elettori alle primarie dello scorso luglio”. In Sicilia, spiega in serata il segretario Enrico Letta, c’è stato “un voltafaccia, io sono abbastanza esterrefatto, mi chiedo se sono rimasto legato a un’idea romantica della politica, quella della parola data, si fa una scelta e poi si è coerenti perché francamente se ne vedono di tutti i colori”. Non si tratta, aggiunge, “di una rappresaglia perché noi non abbiamo escluso nessuno, è la caduta del governo Draghi che ci ha portati a questo punto”.

Il nuovo candidato-presidente del M5s Nuccio Di Paola, gelese, 40 anni, è referente siciliano e capogruppo del Movimento all’Ars ed è considerato molto vicino all’ex sottosegretario Giancarlo Cancelleri e in questi mesi ha mediato in prima persona col resto della coalizione per l’organizzazione delle primarie e, nelle ultime settimane, per tenere assieme l’asse giallorosso. Ma la campagna elettorale si annuncia molto agguerrita nel centrosinistra siciliano dove già arrivano gli strali degli ex alleati. Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd, che nei giorni scorsi aveva accettato quasi tutte le richieste del M5s, adesso parla di alto tradimento: “A Giuseppe Conte dico, intanto, che la dignità è mantenere la parola data. E questa rocambolesca giravolta di oggi del suo Movimento è tutt’altro che degna. Quello del M5s è alto tradimento nei confronti dei siciliani che hanno creduto al fronte progressista. Il Movimento in Sicilia aveva condiviso l’opposizione a Musumeci e in virtù di questo ha sottoscritto un patto per le primarie di coalizione”. Primarie alle quali ha partecipato pure la sinistra rappresentata da Claudio Fava che adesso dà a Conte del “bugiardo“. “Come nella favola del lupo e dell’agnello – dice il leader del Movimento Centopassi – ha continuato ad alzare la posta cercando un pretesto per rompere: prima il programma, poi gli assessorati, poi il listino… Conte aveva deciso di uscire dalla coalizione nel momento stesso in cui ha scelto di candidarsi a Palermo. Non ha avuto l’onestà politica e umana di dirlo. Ma almeno adesso faccia a meno di arrampicarsi su altri improbabili pretesti”.

Ma non sono solo gli ex alleati ad essere molto critici, si leva qualche voce contraria anche all’interno dei 5 stelle siciliani: “Il M5s, per una poltrona in più, ha scelto di voltare le spalle a Caterina Chinnici, magistrato dalla storia personale e professionale irreprensibile e consegna la Sicilia alla destra più pericolosa di sempre” commenta Giampiero Trizzino, consigliere regionale del Movimento, esperto di Ambiente, uno dei pontieri in questi giorni per la tenuta dell’alleanza. Quasi tutti i grillini siciliani erano a favore dell’alleanza, pochi durante la riunione con Conte gli interventi a favore della rottura. Il Partito democratico aveva posticipato la direzione regionale in attesa della decisione del M5s.

A questo punto ci sarà da capire cosa decideranno Chinnici e il Pd: in caso di ritiro, l’ipotesi è che il candidato del centrosinistra possa essere Fava stesso. Di certo la Sicilia andrà alle elezioni con due candidati per il centrosinistra e due per il centrodestra che ha già deciso di candidare Renato Schifani, ma a contendere i voti in quest’area ci sarà anche Cateno De Luca. Per questo, in molti nel centrosinistra consideravano la vittoria possibile se l’alleanza fosse stata compatta. Un’ipotesi a questo punto sfumata.

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