Gli Stati Uniti hanno presentato alla Russia una “proposta concreta” per il rilascio dei cittadini americani detenuti a Mosca, tra i quali la campionessa di basket femminile Brittney Griner che nelle ultime ore è tornata in tribunale per testimoniare nel processo a suo carico. Uno scambio di prigionieri che coinvolge anche Paul Whelan, un ex marine arrestato in Russia nel 2018 con l’accusa di spionaggio. Come rivela la Cnn, Washington è disposta a lasciar tornare a Mosca Viktor Bout, un trafficante d’armi russo noto come “il mercante della morte“. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha confermato che la trattativa per lo scambio di detenuti è in corso, ma per ora non ha portato a risultati concreti.

E’ una proposta “sostanziale“, si è limitato a sottolineare il segretario di Stato Antony Blinken annunciando la trattativa per riportare negli Stati Uniti la Griner. Ne parlerà con il ministro degli Esteri Serghiei Lavrov nella telefonata che avranno nei prossimi giorni, la prima dall’inizio della guerra in Ucraina. L’amministrazione Biden e il dipartimento di Stato sono stati accusati in questi mesi di non essere abbastanza impegnati per il rilascio dei cittadini americani detenuti illegalmente da Mosca. La 31enne campionessa di pallacanestro è trattenuta in Russia dal 17 febbraio scorso, quando fu arrestata con l’accusa di possesso di olio di cannabis, trovato nelle sue sigarette elettroniche. A inizio luglio Griner, che rischia dieci anni di carcere, si era dichiarata colpevole di traffico di droga precisando però di non conoscere le regole in vigore in Russia.

“Non avevo intenzione di infrangere la legge russa”, ha ribadito nella nuova udienza tenutasi mercoledì in un tribunale di Khimki, vicino Mosca, aggiungendo: “Non farei nulla che possa danneggiare la mia squadra”. L’atleta, che indossava una maglietta della sua squadra – Phoenix Mercury – e pantaloni da basket neri, ha raccontato di essere stata portata in una stanza dalla polizia russa e di essere stata costretta a firmare dei documenti senza un avvocato presente e senza che le fossero stati letti prima i suoi diritti. I documenti erano in russo, ha detto l’atleta che ha provato ad usare Google Translate senza tuttavia riuscire a capire esattamente cosa stesse firmando.

Dopo gli appelli al presidente Joe Biden e le critiche anche da parte di LeBron James, ora gli Stati si stanno muovendo per uno scambio di prigionieri, come quello avvenuto per l’ex marine Trevor Reed, rilasciato dalla Russia dopo due anni in cambio del trafficante di droga Konstantin Yaroshenko. In questo caso, stando all’indiscrezione della Cnn, la pedina di scambio è appunto Viktor Bout. Ex ufficiale militare sovietico, sta attualmente scontando una pena detentiva di 25 anni negli Stati Uniti con l’accusa di aver cospirato per uccidere americani, acquisire ed esportare missili antiaerei e fornire supporto materiale a un’organizzazione terroristica.

Bout fu arrestato nel 2008 in un’operazione degli 007 statunitensi in Thailandia. Ha fornito armi alle Farc in Colombia, ma è stato anche accusato di aver assemblato una flotta di aerei cargo per il traffico di armi di livello militare verso zone di conflitto in tutto il mondo dagli anni ’90, alimentando sanguinosi conflitti dalla Liberia alla Sierra Leone e all’Afghanistan. La vita del “mercante della morte” è diventata anche un film, girato a Hollywood.

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