La star del basket statunitense Brittney Griner si è dichiarata colpevole oggi in tribunale a Mosca durante la seconda seduta dell’udienza del processo che la vede coinvolta per esser stata trovata in possesso di olio di cannabis. La cestista ha ammesso di aver contrabbandato la droga. A renderlo noto è l’agenzia russa Tass, la quale riporta la dichiarazione della giocatrice in aula: “La signora Griner si dichiara colpevole, afferma che non era sua intenzione trasportare bagagli con droghe né di commettere un crimine”. Infatti, avrebbe aggiunto che l’episodio è stato involontario in quanto stava facendo le valigie in fretta.

A cinque mesi dall’arresto nell’aeroporto di Sheremetyevo, in Russia, la stella delle Phoenix Mercury, due volte medaglia d’oro olimpica con gli Usa a Rio 2016 a Tokyo 2020, rischia fino a 10 anni di carcere. In attesa di conoscere il suo futuro la Griner dovrà ripresentarsi in tribunale per la terza udienza il prossimo 14 luglio. “Avevo fretta mentre facevo le valigie e i flaconi sono finiti accidentalmente nella mia borsa”, ha detto, spiegando la presenza di liquido a base di cannabis nel suo bagaglio.

Dirigenti dell’ambasciata Usa a Mosca hanno partecipato all’udienza del processo per droga contro Griner e le hanno consegnato una lettera da parte del presidente Joe Biden. “Non molleremo finché Brittney, Paul Whelan e tutti gli altri americani detenuti ingiustamente non saranno riuniti con le loro famiglie”, ha twittato il segretario di stato Usa, Antony Blinken.

Nei giorni scorsi negli Stati Uniti sono aumentate le proteste e i sostenitori della cestista hanno chiesto al governo degli Stati Uniti di intervenire. La stessa Griner, qualche giorno fa, ha scritto al presidente Joe Biden chiedendo aiuto. La Casa Bianca ha reso noto che ieri, mercoledì 6 luglio, il presidente Biden ha chiamato la moglie di Griner per assicurarle di star facendo il possibile per ottenere il rilascio dell’atleta. Queste voci, però, hanno scatenato una reazione da parte della Russia che tramite il suo viceministro, Serghei Ryabkov, ha dichiarato: “Abbiamo una forma consolidata di discutere queste questioni. I tentativi americani di fomentare il clamore e fare rumore pubblicamente sono comprensibili, ma non aiutano a risolvere praticamente il caso“.

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