“La chiusura dei sistemi educativi deve essere evitata investendo in sistemi di ventilazione efficaci”. A dirlo stavolta non è qualche preside e nemmeno qualche comitato appassionato della materia ma la Commissaria europea alla Salute Stella Kyriakides che ha scritto una lettera ai ministri della Sanità dei ventisette Paesi Ue, preoccupata in vista della prima campanella del prossimo anno scolastico. Nella sua missiva la commissaria tira la giacchetta ai governi: l’aerazione negli “ambienti educativi e occupazionali dovrebbe essere una priorità e l’estate offre la possibilità di apportare gli adattamenti necessari”.

Parole chiare che sono arrivate anche sul tavolo del ministro italiano Roberto Speranza. Kyriakides scrive: “È importante preparare piani di emergenza prima di settembre, quando le scuole riapriranno e i cittadini torneranno al lavoro”. La raccomandazione arriva in seguito alla nuova ondata di Covid che non lascia in pace i vertici europei. In vista dell’autunno l’Ue è già in grado di fare alcune previsioni: i modelli epidemiologici del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, infatti, “indicano che sia i tassi di notifica dei casi che i tassi di mortalità aumenteranno”.

In Italia sulla questione si registra un ritardo più volte segnalato anche dal Ilfattoquotidiano.it. Da mesi si attende l’emanazione delle linee guida per la ventilazione nelle aule prevista ai sensi della legge 11 del 18 febbraio scorso. Qualche giorno fa l’unico atto arrivato sul tavolo del ministro dell’Istruzione da parte del collega della Salute è stato un parere tecnico dell’Istituto superiore di sanità che ha deluso chi da sempre si batte per avere un cambio di passo.

A dar battaglia è il comitato IdeaScuola: “Il documento trasmesso non dà nessuna indicazione specifica tecnica né alcuno standard di requisiti minimi. Si fa genericamente riferimento – spiegano gli esperti del comitato – ai ricambi d’aria suggeriti dall’Organizzazione mondiale della sanità (10 l/s/p) ma nessuna altra disposizione che possa essere di chiara indicazione agli enti locali e alle scuole per l’esecuzione”.

In Italia solo le Marche hanno investito in impianti di ventilazione meccanica per contrastare la diffusione della pandemia nelle scuole riportando un abbattimento del rischio contagio oltre l’80%. Per le altre regioni italiane si naviga ancora a vista. Nel resto della lettera, la Commissaria torna a raccomandare ai governi di completare la campagna vaccinale e di preparare quella autunnale, costruendo un sistema di monitoraggio integrato su influenza stagionale e Covid, assicurando forniture adeguate di dispositivi medici per fronteggiare l’eventuale coincidenza di un’epidemia influenzale e di una nuova ondata di Covid. Anche su questo punto, per quanto riguarda i vaccini per i bambini tutto sembra essersi fermato a mesi fa: secondo i dati ufficiali della presidenza del Consiglio dei ministri, al 20 luglio, erano stati vaccinati solo il 34,98% dei ragazzi tra i 5 e gli 11 anni.

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