Rivoluzione nell’Eurozona. Il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato gli ultimi tre atti giuridici necessari per consentire alla Croazia di introdurre l’euro il primo gennaio 2023, fissando il tasso di conversione tra l’euro e la kuna croata a 7,53450 per 1 euro. Questo è l’atto che completa il processo che consentirà alla Croazia di diventare membro della zona euro e di beneficiare dell’uso dell’euro, a partire dal prossimo anno. Già da ottobre 2020, la Banca centrale Europea aveva attivato la vigilanza diretta su otto banche croate significative e la supervisione di 15 meno significative. Alla cerimonia di ingresso nell’euro della Croazia, a Bruxelles, erano presenti il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis, la presidente della Bce Christine Lagarde, il ministro dell’Economia croato Zdravko Maric e il suo omologo ceco, Zbynek Stanjura.

“Questo è il momento di festeggiare. Questo è il 20esimo membro dell’Ue che si unisce alla zona euro nel 20esimo anniversario della creazione delle monete e banconote euro”, ha dichiarato Christine Lagarde. “L’intera Croazia – prosegue Lagarde- ha deciso e si è convinta del valore dell’adesione all’euro e all’area euro e al Consiglio direttivo della Banca centrale europea, che sarà imminente osservatore a partire da settembre e poi come giocatore attivo a pieno titolo a partire dal primo gennaio”. Da settembre in Croazia tutti i prezzi dovranno essere esposti in entrambe le valute e il periodo di transizione durerà dal primo al 14 gennaio 2023, quando sarà possibile pagare in contanti sia in kune che in euro. La Croazia ha realizzato oggi “un suo obiettivo strategico nazionale e dal primo gennaio 2023 introduce l’euro”. Lo ha scritto su Twitter il primo ministro croato Andrej Plenkovic. “L’euro permetterà alla nostra economia – continua Plenkovic- di essere più resistente e a lungo termine alzerà anche il tenore di vita dei nostri cittadini”.

“Essere membro dell’eurozona garantisce alla Croazia anche una maggiore sicurezza nella crisi”, ha concluso il premier. Dopo la Slovenia, la Croazia è stata la seconda delle sei repubbliche della Jugoslavia ad entrare a fare parte dell’Unione Europea. Con la sua adesione alla comunità europea nel 2013, Zagabria ha assunto l’obbligo di aderire anche all’euro. Il prossimo passo che la Croazia intende fare riguarda l’ingresso nella zona Schengen, lo spazio europeo di circolazione senza frontiere, di cui fanno parte 22 Paesi Ue e 4 Paesi extraeuropei. “Il viaggio della Croazia- ha affermato il Commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni– verso l’euro è stato straordinario. Per la mia generazione la Croazia rappresenta la prima guerra combattuta dopo la fine del secondo conflitto mondiale. I progressi fatti dalla Croazia dall’ingresso nell’Ue poi nella moneta unica, sono stati straordinari”.

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