R. Kelly, ex cantante di “I believe I can fly” è stato condannato a 30 anni di prigione per aver adescato a scopo sessuale donne e bambini. Kelly – il cui nome vero è Robert Sylvester Kelly era già stato dichiarato colpevole lo scorso settembre, ma la pena è stata stabilita solo ora. È la prima condanna, nonostante già più di venticinque anni fa fosse stato accusato di abusi sessuali e fosse già stato processato. Il cantante ha oggi 55 anni ed è detenuto nel Metropolitan Detention Center di Brooklyn.

R. Kelly era “un Pifferaio Magico che adescava minori con i suoi soldi e la sua celebrità”, ha detto oggi in tribunale a Brooklyn una delle sue vittime identificata solo col nome di Angela.
Angela è stata la prima a testimoniare: “Con l’aggiunta di ogni nuova vittima crescevi in malvagita“, ha detto la donna guardando Kelly negli occhi: “Usavi fama e potere per allevare ragazze e ragazzi minorenni e asservirli alla tua gratificazione sessuale”. Oggi – ha aggiunto la vittima – ci riprendiamo i nostri nomi: “Non siamo più le prede che eravamo una volta”.

Cruciale per l’accusa è stato, inoltre, il rapporto di Kelly con la defunta cantante Aaliyah. Il cantante le aveva scritto e prodotto il suo primo album, ‘Age Ain’t Nothin’ But A Number, e poi l’aveva sposata quando lei aveva solo 15 anni perché pensava fosse incinta. Il suo ex manager ha ammesso in tribunale di aver corrotto un impiegato dell’anagrafe per ottenere un documento falso che consentisse il matrimonio, che poi è stato annullato.

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