Due milioni di addetti in meno. È questa cifra che spiega la confusione che sta interessando il mondo del trasporto aereo con raffiche di cancellazioni e ritardi abnormi che stanno flagellando i viaggiatore in quasi ogni angolo del globo. Proprio ora che la stagione estiva entra nel vivo mancano piloti, controllori di voli, operatori aeroportuali. La ripresa dei viaggi è stata vigorosa, probabilmente più di quanto atteso e sperato dalle compagnie. “Non abbiamo mai trasportato tanti passeggeri come faremo quest’estate”, ha detto in numero uno di Lufthansa Carsten Spohr. Il problema è che, dopo due anni di tagli dovuti alla pandemia, manca il personale per farlo. Così la stessa compagnia tedesca ha annunciato poche settimane fa che in luglio verranno cancellati 900 voli. British Airways a sua volta ha tagliato i suoi voli del 10%. E nei vettori low cost le sforbiciate sono ancora più brusche.

Lo stesso stanno facendo gli scali. L’aeroporto londinese di Gatwick ha ridotto del 10% i voli in tabelloni per luglio ed agosto. Lo stesso ha fatto lo scalo olandese di Amsterdam Schiphol. Ma nei giorni scorsi sono saltati anche molti collegamenti su Parigi Charles De Gaulle e a Londra Heatrow. Non sempre la colpa è dei vettori. Con il personale ridotto all’osso, molte mansioni appaltate a fornitori di servizi esterni, basta un piccolo inconveniente, come la rottura di un nastro per i bagagli, per mandare in tilt uno scalo, con ricadute a cascata su tutto traffico.

Oppure uno sciopero, come quelli che stanno proclamando in sequenza i dipendenti di Ryanair rivendicando retribuzioni più eque e condizioni di lavoro migliori. Ieri personale di cabina di Ryanair basato in Belgio ha annunciato tre giorni di sciopero (il 24,25 e 26 giugno). Secondo i sindacati la compagnia continua a non rispettare i diritti dei lavoratori belgi e la garanzia di un salario minimo per tutti. La proclamazione dello sciopero in Belgio segue iniziative analoghe annunciate in Spagna, Portogallo e Italia, mobilitazioni che interesseranno i mesi estivi. Ieri il sindacato spagnolo Uso ha proclamato uno sciopero di nove giornate a luglio riguardante il personale di cabina della compagnia Easy Jet. La protesta si terrà nei giorni 1, 2, 3, 15, 16, 17, 29, 30 e 31 di luglio. La proclamazione dello sciopero, motivata dal sindacato per il mancato accordo sul contratto collettivo con Easy Jet, è rivolta ai 450 dipendenti della compagnia con base a Barcellona, Malaga e Palma di Maiorca. Un altro sciopero è in programma il 2 luglio negli scali parigini Charles de Gaulle e Orly dove, secondo i sindacati, mancano ancora all’appello 4mila addetti. L’altro ieri l’aeroporto di Bruxelles è stato costretto a “chiudere” per carenza di personale.

Sempre nella giornata di lunedì, complice il maltempo, nell’aeroporto di New York La Guardia è saltato un volo ogni tre, in quello di Newark uno ogni quattro. Temporali ma soprattutto mancanza di piloti, secondo il sito di monitoraggio FlightAware. Le cancellazioni sono proseguite oggi e a livello nazionale sono stati oltre 1.500 i volo eliminati dopo che nello scorso weekend erano già stati soppressi circa 14mila collegamenti. I sindacati che rappresentano i piloti di Delta, American e Southwest Airlines hanno affermato che le compagnie sono state troppo lente nel sostituire quelli che si sono ritirati o hanno preso un congedo durante la pandemia. Negli anno del Covid, solo negli Usa sono stati licenziati circa 100mila lavoratori del settore.

Le compagnie stanno cercando di ripristinare gli organici ma senza spingere toppo sull’acceleratore perché l’andamento della pandemia è infido ed entro certi limiti difficilmente prevedibile. Qualche sforzo in più anche alla luce dei 200 miliardi di dollari di aiuti pubblici ricevuti a livello globale avrebbe però potuto probabilmente essere fatto. Secondo alcuni operatori per il ritorno ad una condizione di piena normalità serviranno almeno 18 mesi. Cercando nel frattempo in ogni modo di scongiurare la tentazione di “tirare” sulla sicurezza. Molto incaute sono suonate ad esempio le parole di qualche giorno fa di Jozsef Varadi, amministratore delegato di Wizz Air (a sua volta alle prese con numerose cancellazioni) che ha invitato i suoi piloti a fare straordinari anche quando si sentono esausti. A fare letteralmente le spese di questa situazioni sono i viaggiatori che possono scegliere tra meno voli e più costosi, anche a causa dei rincari del carburante. Secondo alcune simulazioni un volo europeo costa oggi in media oltre il doppio rispetto ad un anno fa mentre per i voli nazionali il rincaro si ferma a + 20%.

In Italia la situazione sembra per ora meno grave che altrove. “Il sistema del trasporto aereo italiano, al momento, sta reggendo bene la ripresa del traffico. Non ci sono, ad oggi, elementi che possano far intravedere criticità a breve o lunga scadenza, anche se potremmo subire qualche conseguenza delle difficoltà di altri Paesi dove effettivamente si registrano problemi”, ha affermato oggi il presidente dell’Enac Pierluigi Di Palma, interpellato sui possibili disagi legati a scioperi e cancellazioni. “Gli interventi del Governo, che ha garantito la cassa integrazione e 800 milioni per aiutare il settore a venir fuori dalla crisi determinata dal Covid, hanno consentito al nostro sistema di farsi trovare pronto per la ripartenza, soprattutto garantendo la fidelizzazione della maggior parte del personale”, ha spiegato Di Palma, assicurando che “Enac è comunque vigile per garantire i diritti dei passeggeri”. Sul sito dell’ente sono disponibili le informazioni sui diritti dei passeggeri in caso di cancellazione del volo.

E tuttavia nessuno è del tutto al riparo, specie quando i voli sono transnazionali. “Servono provvedimenti severi e rapidi contro il dilagante fenomeno delle cancellazioni selvagge dei voli estivi da parte delle compagnie aeree low cost. Si stanno moltiplicando le tratte abolite, spesso all’ultimo momento, senza alcuna comunicazione ai passeggeri e soprattutto senza meccanismi di ri protezione che sarebbero dovuti per legge”, ha detto ieri Franco Gattinoni, presidente della Federazione Turismo Organizzato di Confcommercio.

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