Voli “low cost” a 200 euro, prezzi dei traghetti cresciuti di oltre il 20% sull’anno scorso e quasi mille euro per noleggiare un’auto per una settimana: è partito il caro vacanze. Questi sono infatti solo alcuni dei rincari dell’estate 2022 sui quali hanno lanciato l’allarme le associazioni dei consumatori. Anche perché non è escluso che i prezzi possano aumentare ancora di più. Anzi, vista la situazione, con i costi dell’energia che non accennano a calare, il rischio di ulteriori rincari è molto probabile. L’inflazione, del resto, il mese scorso si è attestata al 6,9%, un livello che non si vedeva dal 1986. Ciò significa, secondo i calcoli di Assoutenti, che una famiglia di quattro persone quest’anno spenderà circa 2.753 euro in più.

Ma tornando alle vacanze estive e a tutto ciò che ci ruota intorno, il record dei rincari a maggio è stato registrato dai biglietti per i voli internazionali, più che raddoppiati rispetto ad un anno fa, mentre quelli nazionali sono rincarati “solo” del 21,4%. Del resto, come riportato da il Fatto Quotidiano, con il petrolio aumentato del 69% in un anno, le ricadute sul settore del trasporto aereo sono inevitabili. Tant’è che alcuni ipotizzano rincari del 6% al mese fino ad agosto per i voli nazionali e del 4% per quelli internazionali. Va da sé che pure le offerte delle compagnie low cost non siano più così convenienti come gli altri anni. Il prezzo del carburante rappresenta infatti il 40% del totale dei loro costi. Così, se si prova a prenotare un volo andata e ritorno con EasyJet da Malpensa a Lisbona per la settimana del 21 luglio si spendono 190 euro. E questo viaggiando con un solo bagaglio a mano e con orari da incubo (partenza per il rientro fissata alle 6.10 di mattina) per risparmiare il più possibile.

Va meglio se si sceglie di rimanere in Italia. Partendo sempre il 21 luglio da Milano per Palermo, questa volta con Ryanair, il conto, compreso il bagaglio a mano (che è a pagamento), è di 115 euro. Diventa più proibitivo, invece, andare in Sicilia ad agosto (dal 22 al 29). Se la partenza è piuttosto economica (17 euro), il ritorno è decisamente caro: 147 euro per il volo più a buon mercato che decolla da Palermo alle 23.10 e arriva a Malpensa dopo mezzanotte. Totale con bagagli a mano: 226,32 euro. Se invece si vuole andare a Barcellona con Ita a luglio (dal 21 al 28) bisogna mettere in conto una spesa di 355 euro che include, però, anche una valigia in stiva da 23 chili. Insomma, quest’estate per una famiglia prendere l’aereo sarà costoso. Ma non sono solo i voli ad aver subito i rincari.

Anche i prezzi dei traghetti sono aumentati: +22,7% rispetto a un anno fa, secondo i calcoli di Assoutenti. Per andare e tornare in traghetto da Livorno a Olbia, imbarcando una piccola auto, nella settimana del 21-28 luglio si spendono 205 euro con Grimaldi Lines. Una soluzione, quest’ultima, che è di gran lunga più conveniente rispetto a noleggiare una macchina una volta che si è arrivati in Sardegna. Nella solita settimana di luglio, infatti, i prezzi per una Panda oscillano tra i 650 e gli 850. Più o meno lo stesso che in Sicilia: un’auto a Palermo costa 880 euro per sette giorni mentre a Catania 750. Questo per chi si accontenta. Chi vuole invece una macchina appena più grande deve mettere in conto cifre vicine ai mille euro. A Cagliari, poi, per una Fiat 500 L l’agenzia Hertz chiede più di 1200 euro. Per Federconsumatori, il settore dell’autonoleggio segna in media rincari del 67% sull’anno scorso.

Fin qui la spesa solo per gli spostamenti. Ma che ne è del pernottamento, del mangiare e di altri passatempi? Ebbene, Assoutenti prevede che i costi di villeggiatura subiranno aumenti del 15-20%. Oltre ai trasporti, a influire saranno soprattutto gli alberghi le cui tariffe, secondo l’Unione nazionale consumatori (Unc), sono cresciute del 14,1% sull’anno scorso e del 7,2% soltanto a maggio rispetto ad aprile. Anche i prezzi dei pacchetti vacanza internazionali corrono (+8,6%) e quelli di musei, parchi e giardini (+5,3%). Sarà oneroso pure mangiare al ristorante o al bar (+4,6%). Nel complesso, i rincari dei generi alimentari si tradurranno, per l’Unc, in una “stangata su base annua pari a 561,50 euro” a famiglia. Tutti questi aumenti potrebbero influire anche sulle abitudini degli italiani.

Secondo Federconsumatori, infatti, sono sempre di più le famiglie che optano per soluzioni low cost, come il campeggio. Le stime dell’associazione prevedono un aumento delle presenze di circa il 6% rispetto al 2021. Certo, la maggiore richiesta può spingere all’insù i prezzi anche in questi casi. E, nel complesso, una vacanza in campeggio costerà il 12% in più rispetto allo scorso anno. Dormire in una tenda grande sarà più caro del 30% (in media 16,25 euro al giorno) mentre farlo in una di piccole dimensioni del 35% (12,13 euro). Tuttavia, si registrano anche alcuni ribassi per l’affitto della piazzola per roulotte, camper e tende (-17%), per una notte in Lodge tent (-6%) e in bungalow (-2%).

Salassi in vista anche una volta raggiunta la spiaggia. Secondo un’indagine di Altroconsumo, ombrelloni e sdraio costeranno il 10% in più rispetto all’anno scorso. E non è poco: l’anno scorso la stessa inchiesta condotta della rivista dei consumatori aveva riscontrato un aumento dei prezzi del 17% rispetto al 2019, l’ultima estate “normale”, priva cioè dei vincoli imposti a causa del Covid. In altre parole, in tre anni i rincari sono stati del 17% mentre “post emergenza il balzo è stato del 10% in dodici mesi”. Entrando nel dettaglio dell’indagine, Altroconsumo ha calcolato i prezzi per la settimana dal 31 luglio al 6 agosto in 227 stabilimenti distribuiti in 10 località balneari italiane. Per godere di mare e sole in prima fila ad Alassio, si devono spendere 380 euro (281 dalla quarta fila in poi).

A Rimini, invece, si paga meno della metà, 146 euro e 108 euro dalla quarta fila. In media, il costo per lettino e ombrellone nella prima fila è di 212 euro. Una spesa che, d’altra parte, è spesso inevitabile visto che di spiagge libere, in Italia, ce ne sono davvero poche. Più contenuti gli aumenti stimati da Federconsumatori che, nel monitoraggio sui servizi balneari realizzato dal suo Osservatorio nazionale, prevede rincari medi compresi tra il 4 e il 5%, con picchi però del 12-13%. Nonostante il fatto che quest’anno non saranno più in vigore gli stringenti limiti previsti in precedenza, primo fra tutti il distanziamento di un metro, i prezzi cresceranno. Nello specifico, un ombrellone costerà in media il 4% in più (11 euro), una sdraio il 9% (6 euro) mentre rimarrà invariato il lettino. L’abbonamento giornaliero, poi, cresce del 13% (da 25,50 euro a 28,80). Tuttavia, “la ristrettezza dei bilanci familiari spinge i cittadini ad optare per fruizioni più brevi e meno onerose di tali servizi”: sono in pochi a scegliere gli abbonamenti mensili e stagionali i cui prezzi, di conseguenza, caleranno del 2% e del 5%, rispettivamente. C’è poi il caro pedalò: per mezzora si spenderanno dieci euro rispetto agli 8,90 di un anno fa, un incremento del 12%.

Molte le segnalazioni che arrivano dai lettori sull’aumento dei prezzi di stabilimenti, alberghi e tutto ciò ha a che fare con le vacanze. Per chi vuole inviare la propria testimonianza: redazioneweb@ilfattoquotidiano.it

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