“Quanto l’essere umano vive, abita, si veste, consuma? La commistione tra moda e design è quanto di più logico e conseguente per rispondere alle esigenze dell’uomo. Non sono temi che l’essere umano affronta, sono ciò di cui abbiamo bisogno”. È l’intreccio che caratterizza questo sandalo a racchiudere in se tutto il senso profondo di questa collaborazione tra gli architetti Ludovica e Roberto Palomba Serafini e la Fratelli Rossetti. Due eccellenze, due simboli del Made in Italy con un solido universo valoriale a guidarne gli intenti, insieme per un progetto speciale che esalta la compenetrazione tra moda e design parlando di artigianalità e cura del dettaglio. In occasione della Milano Design Week, Ludovica+Roberto Palomba hanno dato infatti la loro interpretazione del classico “sandalo a gabbia”, tramutando con il loro tocco magico una scarpa in un oggetto di design. Il modello è stato presentato martedì 7 giugno nella boutique di Fratelli Rossetti in via Montenapoleone, nel cuore pulsante del fashion district milanese che in questi giorni si anima più che mai di commistioni e contaminazioni con il mondo del’architettura. “Design at your Feet” è il nome più che mai emblematico di questo appuntamento ormai fisso del Fuorisalone che vede designer della scena internazionale cimentarsi con il mondo della calzatura Rossetti.

“Noi siamo uno studio di architettura ma anche una comunità, la comunità Palomba Serafini. Loro cercavano un progetto di qualità non all’interno del mondo fashion, ma di quello della cultura – e l’architettura è cultura -: così è iniziata questa collaborazione”,ci spiega Ludovica Serafini ripercorrendo le tappe del lavoro. “Come prima cosa abbiamo voluto visitare la produzione e, quando abbiamo visto la cura e l’artigianalità che c’è dietro ai prodotti Rossetti, abbiamo subito voluto fare qualcosa insieme ed è nato questo sandalo”. Realizzato in morbida pelle nera, il modello è arricchito da una suola all’avanguardia (a carro, in formato XL, bianca per la donna e nera per l’uomo): “Un creativo ha bisogno come punto di partenza un materiale altrimenti le sue idee perdono efficacia. È la materia che dà consistenza ai sogni”, ci dice ancora. “L’architetto parte sempre da una concretezza di materiali e così è stato per noi con questi sandali. A questa si è aggiunta l’artigianalità della produzione, fondamentale per la funzionalità oltre che per la riuscita di un prodotto d’eccellenza. Ecco, in queste vetrine c’è tutto ciò di cui stiamo parlando: il design, negli oggetti, e il fashion, nelle scarpe. Qui si racchiude tutto il senso profondo di questo progetto”, sottolinea Serafini mostrandoci l’allestimento che ha curato con il suo studio con l’installazione di alcuni dei prodotti icona firmati Palomba Serafini insieme alla collezione Primavera-Estate di Fratelli Rossetti.

“Siamo orgogliosi che Fratelli Rossetti incontri un’eccellenza del design italiano. Con lo studio Palomba Serafini Associati c’è stata subito grande sintonia: apparteniamo a due mondi diversi ma condividiamo la stessa visione“, ci spiega Luca Rossetti, amministratore delegato del marchio. “Moda e design sono due mondi diversi, talvolta in opposizione, ma votati entrambi ad accompagnare le nostre vite. L’approccio dell’architetto è solitamente più progettuale, mentre noi siamo abituati a creare calzature partendo dall’istinto. Ma scarpa, tra tutti i capi d’abbigliamento, è quella che più si avvicina ad essere un oggetto di design perché ha un suo volume, una sua composizione particolare”. “Quanto l’essere umano vive, abita, si veste, consuma? La commistione tra moda e design è quanto di più logico e conseguente per rispondere alle esigenze dell’uomo – chiosa Ludovica Serafini -. Non sono temi che l’essere umano affronta, sono ciò di cui abbiamo bisogno”.

“Siamo convinti che aprirsi ad altre realtà contribuisca ad arricchire l’anima del brand: Ludovica e Roberto ci hanno regalato le loro emozioni, che si sono fuse con il nostro know-how nella rivisitazione di un modello classico”, aggiunge Diego Rossetti, presidente dell’azienda. “Il sandalo a gabbia, quello più essenziale e rigoroso, ci ha dato la possibilità di raccontare un oggetto che pur essendo semplice si arricchisce di dettagli personali collegati ai nostri ricordi, alle passeggiate estive, alle strade sabbiose che ci portavano verso la spiaggia, alle camminate sull’erba appena tagliata, alle giornate passate in riva al mare della Sardegna o al fresco dell’ombra degli ulivi della campagna laziale”, conclude Ludovica Serafini. “Per raccontare un’emozione di qualità occorre un’azienda di qualità in grado di assemblare assieme le nostre visioni e tradurle poi in prodotto”.

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