“Ho rifiutato L’isola dei famosi e il Grande Fratello. Ma mi creda, non è finto snobismo e nemmeno vuol dire che io non abbia bisogno di soldi, anzi. È semplice coerenza: vado ogni tanto in qualche talk show e mi fa piacere, ma non mi si può chiedere di entrare in quelle dinamiche dove le liti, le riconciliazioni, i dissidi sono fatti per fare spettacolo. Non fa per me. Senza contare che io ho quattro bypass addosso“. È un Claudio Lippi insolitamente intimo e anche un tantino amareggiato quello che si racconta al Corriere della Sera, ripercorrendo la sua carriera senza filtri, tra aneddoti e retroscena inediti. Come quello su Mike Bongiorno: “Una volta l’ho visto fare una scenata orribile ad Antonella Elia, la quale aveva osato dire qualcosa a proposito della scelta di indossare una pelliccia, sponsor del programma. Era un uomo durissimo, lo so, ma ha avuto un’intuizione geniale: ha valorizzato la mediocrità, facendone un caposaldo comunicativo. Il contrario di quello che oggi fa, per esempio, Paolo Bonolis, che la sottolinea, la addita, magari guardandola dall’alto. Non è una critica, sono scelte espressive, professionali”.

Nel ripercorrere le tappe del suo successo sul piccolo schermo, Lippi non nasconde il velo di tristezza che l’ha sempre accompagnato: “Sarò sincero: sempre con un senso di precarietà, come uno che sta saldando un conto con coscienza e meticolosità, come se fossi stato ancora lì a ripagare il buco finanziario capitato a mio padre. Non vivo le cose con superficialità, non penso che tutto mi sia dovuto. Dicono che le sciagure capitino alle persone più sensibili e infatti, negli anni Novanta, ho di nuovo perso tutto, questa volta a causa di un agente-avvocato che ha fatto investimenti sbagliati, pasticci finanziari insomma. Ma vede, ogni volta che mi succede qualcosa io ritrovo quel ragazzo che scelse di accollarsi il debito familiare con impegno e dedizione. Torno a essere così”.

Una carriera, la sua, che si è interrotta bruscamente nel 2006, quando decise di lasciare Buona Domenica dopo sole cinque puntate: “Be’, non lavoro in televisione da quell’ottobre 2006. Faccia lei. Me ne andai perché sentivo che non era più conforme a quello che ero e a quello che facevo. Vede, anche in questo caso ho seguito quella voce interna che mi avvisa sempre quando qualcosa mi veste bene o meno – ha spiegato -. Certo, ha significato rinunciare a bei guadagni, certo, ha significato una bella responsabilità per uno che ha famiglia. Io e mia moglie, dopo un periodo di crisi, siamo ritornati insieme. È stata lei stessa a volerlo, perché sotto una scorza dura c’è una donna comprensiva e attenta. E poi io sono un uomo che nella vita ha perso tutto due volte. Oggi sorrido a tutti, anche a chi mi vuole male. È la mia forza”.

Infine, una parentesi sul suo rapporto con Silvio Berlusconi, a cui è molto legato: “L’ho sempre ritenuto un grande uomo di televisione. Quando prese a girare la voce che sarebbe sceso in campo, ci incontrammo a Porto Rotondo e lo supplicai di non fare politica. Mi rispose che era un passo necessario. “Anche per voi”, aggiunse”.

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