Prima fa a pezzi la sua borsa Chanel come atto di protesta contro le misure adottate contro la Russia, poi sfila su red carpet del Festival del Cinema di Cannes. Proprio dove il presidente ucraino Zelensky è stato accolto da una standing ovation. Victoria Bonya, influencer russa bellissima da 9,2 milioni di follower, all’inizio di aprile è stata protagonista di una clamorosa azione dimostrativa contro le sanzioni imposte al suo Paese. Con un paio di forbicioni da giardiniere ha tagliato la sua borsa della maison Chanel. Un atto provocatorio. Diventato virale sui social. La casa di moda francese ha deciso infatti di bloccare la vendita dei suoi prodotti a tutti i clienti russi. Anche a quelli che vivono all’estero. Una decisione seguita alla chiusura della sua boutique in Russia. Così è scattata la ritorsione di influencer, modelle, conduttrici televisive, tra cui Victoria, al grido di “se Chanel non rispetta i suoi clienti, perché dobbiamo rispettare noi Chanel? Ciao ciao”.

La scelta dello stilista francese
Ora però la modella, diventata influencer seguitissima su Instagram, ha sfilato sul tappeto rosso degli invitati al Festival del Cinema. Che è anche uno degli appuntamenti dove ostentare i capi di moda più prestigiosi. Lei lo ha fatto indossando un abito di Christophe Guillarme, celebre couturier francese, blu petrolio con preziosi gioielli (francesi anche questi) firmati da Helena Joy. Un contrasto iridescente, perfetto con la sua chioma dorata. Ma in questo caso la presenza in video collegamento di Zelensky non ha innescato da parte sua alcuna protesta. Anzi. L’apparizione ha riacceso i riflettori su di lei. Anche perché la sua è una vita da film. Un film di spionaggio. Perché è stata sospettata di essere una spia della Russia. Infiltrata in Occidente per fornire informazioni riservate sfruttando le sue conoscenze e la frequentazione del jet set.

Il gossip con il calciatore
Allora vediamolo, il suo identikit. Victoria Bonya ha 42 anni e vive a Montecarlo, come lei stessa racconta sul suo profilo Instagram. E’ un’ex coniglietta di Playboy. Nel 2018 una serie di scatti pubblicati dal Sun, nel Regno Unito, fa il giro del mondo. Succede quando i paparazzi la pizzicano a cena con l’allora centrocampista del Manchester United Marouane Fellaini. L’interrogativo: è scoppiato l’amore? Lei, sempre su Instagram, posta un video, accompagnato da un passaggio del brano “She said” del rapper britannico Plan B: “Ho detto che ti amo più di quanto le parole potrebbero dire”.

Interrogata su Putin e il Kgb
Ma bisogna andare indietro di un anno, al marzo 2017, per arrivare alla spy story. Victoria viene fermata all’aeroporto internazionale di Los Angeles. Bloccata per ore negli uffici immigrazione per rispondere sul suo presunto lavoro per i servizi segreti russi. Nel suo bagaglio, gli agenti della sicurezza trovano il biglietto da visita di un’impresa che produce videocamere nascoste. Le chiedono se lavora per l’intelligence e con chi ha rapporti al Cremlino. Sui social lei racconta che le chiedono anche di Putin e del Kgb e commenta: “Ho incominciato a ridere perché pensavo fosse uno scherzo. Alla terza domanda ho capito che parlavano sul serio e mi sono spaventata. Credevo sarei stata deportata”. Ma qual era l’ipotesi del Dipartimento di Stato americano? Che facesse parte di una rete di spionaggio, sfruttando il lavoro di modella per infiltrarsi in luoghi “di alto valore strategico e sottrarre agli ufficiali informazione di carattere sensibile”. Alla fine il caso si risolve e lei rimane a Los Angeles.

Modella e spia: il precedente
La curiosità: Victoria non è stata la prima modella sospettata di spionaggio per la Russia. Nel 2010, il New York Times aveva rivelato questa storia. L’intelligence del Cremlino aveva ingaggiato la modella Anna Chapman, “Anna la rossa” per il colore dei capelli, con un ordine: “Seduci Edward Snowden”, la talpa del Datagate che aveva informazioni sensibili su Stati Uniti e Russia. Anna è stata in carcere. Ne è uscita nel 2012 ed è tornata in passerella.

Un messaggio sulla guerra
Ma torniamo a Victoria e alla sua apparizione a Cannes. Dopo il red carpet, seguita da un fotografo, ha postato tutte le immagini canali social. E ha scritto: “Quest’anno ho scelto un abito color oceano di Christophe Guillarme. Ci sono piccole ‘regole’ che il pubblico francese apprezza molto, ovvero è importante supportare i loro designer. Motivo per cui ho deciso di scegliere Christophe Guillarme, che ha preparato per me questo vestito”. Il messaggio si conclude con un cenno alla guerra: “Quest’anno, a causa della difficile situazione che si è sviluppata intorno alle donne russe, voglio chiedere il vostro sostegno! Il mio prossimo post sarà un messaggio al mondo!”. Ma intanto chiede l’intervento dei suoi ammiratori: “Nel frattempo votate, vi piace la mia immagine?”. Ha sfilato sul red carpet del grande evento internazionale che ha tributato una standing ovation al presidente ucraino Zelensky. Lo ha fatto come se niente fosse. La sua borsa Chanel distrutta che fine ha fatto?

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