È stato Marco Mengoni l’ospite d’eccezione della puntata de Le Iene andata in onda ieri 18 maggio. Il cantante di Ronciglione ha aperto la puntata cantando il nuovo singolo ‘No Stress‘, seduto su un letto. Terminata l’esibizione, Belén Rodriguez si è accomodata accanto a lui tenendo una stampella in mano: “Per me sei il più bravo di tutti, sei il mio preferito”, ha detto la showgirl. “Lo dici a tutti?”, ha replicato Mengoni. “No, sai come sono fatta. Non lo dico a nessuno – ha risposto lei -. Ora però mi devi spiegare che cosa è successo“. Quindi il cantante ha raccontato: “È successo quello che succede a tutti. Ovvero fare un piccolo incidente e, credevo fosse una contusione, invece no. Se n’è andato un attimo il legamento del crociato e quindi niente. Pian piano mi rimetto a posto, poi me lo riattaccano”, ha detto lui rassicurando i telespettatori.

Più tardi è tornato con un appuntamento fisso della trasmissione ideata da Davide Parenti, ovvero il monologo: “In questi giorni, dovendo stare fermo per ovvi motivi (l’incidente appunto, ndr) ho pensato tanto alla mia vita. Momenti di gioia, dolori, paure, enormi soddisfazioni, lutti, rabbia, risate e mi sono chiesto ‘sono felice?’ Certo. Mi capita di stare di mer*a? Ovviamente a volte sì‘. Tutti passiamo brutti periodi, ma spesso io sto male per colpa mia. Mi capita tutte le volte in cui mi occupo delle aspettative che gli altri hanno su di me e cerco di soddisfarle per non deluderli. Quando mi accorgo che quello che vogliono gli altri non corrisponde a ciò che desidero io e che sto lottando per qualcosa che non ritengo mio, mi sento un cogli**e”, ha esordito Mengoni tenendosi in piedi con la stampella. Poi ha aggiunto: “Ho imparato che quello che vogliono gli altri non può contare più di ciò che voglio io, perché alla fine i conti ognuno li fa sempre e solo con se stesso. E gli errori che commetti, giustamente, li paghi sempre e solo tu. È per questo che cerco di giudicare il meno possibile chi mi trovo di fronte e so che molti considerano la gentilezza un sinonimo di debolezza. In realtà essere scortesi è molto più facile che essere educati“. Infine ha concluso: “Per me chi è sempre gentile è una specie di supereroe, perché la vita è una casino, per tutti. Per alcuni è un casino meraviglioso, per altri un casino insopportabile. L’unica cosa che possiamo fare è cercare di occuparsi del nostro casino personale. Tentando, per quanto possibile, di non incasinare troppo la vita degli altri”.

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