Stando a una nota interna vista da Reuters, Tesla ha interrotto buona parte della produzione nella Gigafactory 3 di Shanghai a causa di problemi di approvvigionamento di alcune componenti per i veicoli elettrici. Sul documento si legge che l’impianto – in cui si producono la berlina Model 3 e il crossover Model Y per il mercato cinese e per l’esportazione – oggi produrrà meno di 200 veicoli: una quantità di gran lunga inferiore rispetto alle 1.200 unità assemblate ogni giorno dopo la riapertura della fabbrica il 19 aprile scorso, a seguito di una chiusura di 22 giorni. Un battuta d’arresto per il produttore statunitense fondato da Elon Musk che la settimana scorsa aveva dichiarato di volere ripristinare i ritmi produttivi del periodo precedente al lockdown – iniziato il 28 marzo – nella megalopoli cinese.

Riportando le rivelazioni di due persone al corrente della questione, Reuters ha spiegato che Aptiv – il principale fornitore di cablaggi di Tesla – ha bloccato le spedizioni da uno stabilimento di Shanghai che fornisce Tesla e General Motors, dopo la scoperta di positività al Covid 19 tra i suoi lavoratori. Per i due testimoni – che hanno chiesto di rimanere anonimi in quanto i piani di produzione sono privati – è difficile capire quando questa problematica verrà risolta.

Per il momento non è arrivata nessuna conferma ufficiale dall’azienda statunitense, che non ha risposto alle domande di Reuters. La strategia “zero Covid, adottata da Pechino per far fronte alla pandemia, ha avuto delle forti ripercussioni sul mercato delle auto in Cina: secondo le fonti riportate da Reuters, le vendite sono scese del 48% nel mese di aprile.

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