La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza con cui lo scorso ottobre il Tribunale del Riesame di Torino aveva disposto gli arresti domiciliari per Luigi Nerini ed Enrico Perocchio, due degli indagati per la tragedia della funivia del Mottarone. Il Riesame aveva accolto il ricorso della Procura di Verbania contro la scarcerazione disposta dalla gip Donatella Banci Buonamici: Nerini e Perocchio, insieme al caposervizio Gabriele Tadini, erano stati arrestati nei giorni subito dopo il disastro, ma rimessi in libertà nel giro di poche ore per mancanza di esigenze cautelari. Ora però la Suprema Corte ha accolto il contro-ricorso delle difese degli indagati, rispettivamente il titolare e il direttore d’esercizio dell’impianto a fune che precipitò il 23 maggio 2021 facendo 14 vittime. Nel caso di Perocchio l’ordinanza è stata annullata solo “limitatamente alla scelta della misura cautelare“: la Cassazione ne giudicherebbe quindi legittima una meno afflittiva.

A decidere sulla bontà della scarcerazione sarà dunque una nuova composizione del Riesame torinese, che dovrà definire una nuova misura per Perocchio e riconsiderare del tutto la posizione di Nerini (nel suo caso, a quasi un anno dai fatti, difficilmente saranno riconosciute le esigenze cautelari). A ottobre la scelta dei domiciliari per entrambi era stata giustificata con il rischio di reiterazione del reato. Nè Nerini nè Perocchio di fatto però erano mai stati sottoposti alla misura: la decisione del Riesame era rimasta sospesa in attesa proprio del ricorso in Cassazione. Ancora ai domiciliari invece è Tadini, l’unico dei tre a non essere stato rimesso in libertà dal gip (che però lo aveva scarcerato disponendo, appunto, la detenzione in abitazione).

“A quanto possiamo leggere dalle poche righe della decisione della Corte di Cassazione, il quadro probatorio e cautelare ha retto“, sostiene la procuratrice di Verbania Olimpia Bossi, che aveva chiesto le misure, raggiunta da LaPresse. Nel caso di Perocchio, “rigettando il ricorso contro l’ordinanza del Riesame, e rinviando per la sola rivalutazione del tipo di misura cautelare da applicare, la Cassazione ha di fatto confermato il quadro indiziario”, dice. Per quanto riguarda Nerini, invece, “siamo di fronte ad un annullamento con rinvio, anche in questo caso il quadro indiziario regge, altrimenti ci sarebbe stato un annullamento senza rinvio. Probabilmente la Cassazione ritiene di essersi trovata di fronte ad un quadro che debba essere integrato oppure a una imperfezione procedurale, ma non si tratta di una bocciatura della nostra impostazione”, spiega la pm.

Sostieni ilfattoquotidiano.it:
portiamo avanti insieme le battaglie in cui crediamo!

Sostenere ilfattoquotidiano.it significa permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti.

Ma anche essere parte attiva di una comunità con idee, testimonianze e partecipazione. Sostienici ora.


Grazie Peter Gomez

Sostienici ora Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

La riforma del Csm approda in Aula: aperta la discussione alla Camera. Ma arrivano nuovi emendamenti (anche dalla maggioranza)

next
Articolo Successivo

L’Associazione magistrati contro la riforma Csm: “Tribunale non è azienda, con fascicolo sulla produttività si rischia di fare dossieraggio sui pm”

next