Lady Diana in abito bianco, con la corona in testa, le braccia sulle ginocchia e quel sorriso smorzato dai suoi grandi occhi tristi, che rivolgono all’obiettivo uno sguardo penetrante. Era il 1990 e lui era il primo fotografo non britannico a ritrarre Lady D. Era stata la famiglia reale britannica a incaricarlo dei ritratti ufficiali, quindi si erano conosciuti nel 1986 a Highgrove e tra loro era scattato subito il feeling. Lui era rimasto incantato dal suo sorriso, lei dal fascino dei suoi scatti. Così è nato uno dei ritratti più celebri e iconici della Principessa, passato alla storia assieme al suo autore, Patrick Demarchelier. Il fotografo francese, uno dei più grandi ed acclamati fotografi di moda e del mondo dello spettacolo, è morto giovedì 31 marzo all’età di 78 anni. A dare l’annuncio della sua scomparsa è stata la famiglia, con un toccante post pubblicato sui social. Nella sua lunga carriera, Demarchelier ha ritratto le donne più belle del mondo in passerella, da Kate Moss a Linda Evangelista, e ha immortalato nei suo scatti tante star, da Sophia Loren a Jennifer Lopez, da Madonna a Angiolina Jolie, oltre ad essere stato il fotografo preferito da Lady D. Ma non solo: era anche il fotografo ufficiale anche dei reali Grimaldi, in particolare Alberto di Monaco e Charlene Wittstock. Poi la moda vista con l’occhio dell’artista, nelle infinite copertine e nei due Calendari Pirelli da lui firmati, nel 2005 a Rio de Janeiro e nel 2008 a Shanghai.

Nato il 21 agosto 1943 a Le Havre, Patrick Demarchelier a 20 anni si stabilisce a Parigi dove diventa fotografo, prima lavorando come assistente di Hans Feurer, poi per “Elle”, “Marie Claire” e altri periodici, scattando foto per Dior, Louis Vuitton, Chanel, Yves Saint Laurent. Nel 1975 prende casa a New York e trova subito un proprio spazio professionale collaborando a “Vogue”, “Glamour”, “Mademoiselle”, “GQ”, “Rolling Stone”, “Life”, “Newsweek”, “Elle” “Esquire“. Dal 1992 al 2004 ha lavorato poi stabilmente per “Harper’s Bazaar”, con cui aveva firmato un contratto di esclusiva dopo una lunga collaborazione.

Il lavoro di Demarchelier si è concentrato in particolare sulle case di moda, con collaborazioni per le più importanti campagne pubblicitarie. Tra i suoi scatti più celebri figurano i nomi di Dior, Louis Vuitton, Versace, Chanel, Armani, Lancôme, Guerlain, Tommy Hilfiger, Yves Saint Laurent, Lacoste, Calvin Klein, Ralph Lauren, Lacoste, L’Oréal, Céline, Revlon, Yves Saint Laurent, Lancôme, Elizabeth Arden e Gianfranco Ferré. Oltre che con gli stilisti francesi, era amato dagli americani Ralph Lauren, Calvin Klein e Donna Karan e dagli italiani, in particolare Gianni Versace, Giorgio Armani, Moschino e Gianfranco Ferré. La sua fama era così vasta nel mondo della moda che Patrick Demarchelier viene più volte citato nel film “Il diavolo veste Prada” (2006) e lo si vede poi immortalato anche nel documentario “The september issue”, nella serie tv “Sex and the city”, nel video della canzone di Mariah Carey “Obsessed” e in un episodio del talent “Americàs next top model“. La giornalista statunitense Anna Wintour, la stimata e influente direttrice di “Vogue“, ha descritto il suo lavoro come “classico senza tempo”.

Sue le foto di copertina di “Bedtime stories” e “Justify my love” di Madonna e di tante altre cover di album, da Britney Spears a Céline Dion, da Mariah Carey a Quincy Jones, passando per Elton John. Ha realizzato anche le foto per le locandine di alcuni film come “James Bond – La morte può attendere” (2002), 2Lo sbirro, il boss e la bionda” (1993), “Blow Out” (1981), “Qualcosa di travolgente” (1986), “Dick Tracy” (1990) e “Bugsy” (1991). Nel 2007 è stato insignito del titolo di Ufficiale dell’Ordine delle Arti e delle Lettere della Repubblica francese. Tra i suoi ritratti in bianco e nero anche quelli di Michelle Obama, Prince, Azzedine Alaïa, Robert De Niro e Hillary Clinton. A gettare un’ombra sulla sua carriera c’è però il coinvolgimento nello scandalo #MeToo, con diverse donne che nel 2018 lo hanno accusato di molestie sessuali: fu il quotidiano americano “The Boston Globe” a pubblicare le testimonianze di sette donne, tra cui una delle ex assistenti del fotografo, che riferirono di essere state molestate da lui.

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