Preparados (Preparati), è lo slogan che ha accompagnato la campagna elettorale dell’attuale presidente della Giunta di Galizia, Alberto Núñez Feijóo, unico candidato a presiedere il Partito Popolare spagnolo, dopo l’uscita di scena (traumatica) di Pablo Casado. La sua incoronazione avverrà al congresso del prossimo fine settimana. Feijóo ha detto di voler guidare “un’alternativa con senso di Stato”. “Non vengo qui a insultare Pedro Sánchez ma a vincere contro di lui”, ha detto alludendo al linguaggio incendiario di Casado negli ultimi mesi.

In questi giorni però, con le proteste dilaganti per il rincaro dei prezzi e dopo la decisione del governo di sostenere l’autonomia del Sahara proposta dal Marocco, il candidato popolare ha alzato i toni e ha accusato il premier socialista di agire in modo “despota e irresponsabile”. Di Feijóo si conosce il suo temperamento moderato e riflessivo, caratteristiche che secondo molti analisti lo hanno portato a essere l’unico candidato per la leadership. Lui stesso si definisce un politico “di fatti e non un commentatore”, preferisce la gestione ai grandi discorsi ideologici e spesso ha preso le distanze dal partito, anche nell’ultima campagna elettorale regionale, dove la doppia P, simbolo del partito, era nascosta dalla foto del candidato.

Feijòo, il moderato che non ha mai smesso di vincere
La carriera in politica di Alberto Núñez Feijóo (Ourense, 1961) inizia da lontano: dopo aver lavorato come segretario generale in un paio di assessorati della giunta della Galizia dal 1991, nel 1996 – con l’elezione a premier di José Maria Aznar – Feijóo si trasferì a Madrid, dove diventò segretario generale dell’Assistenza Sanitaria, al Ministero della Sanità, e presidente dell’Istituto Nazionale della Salute, dove rimase fino al 2000. Il percorso da boiardo proseguì tra il 2001 e il 2003, quando diresse la Società Statale delle Poste e dei Telegrafi.

Dopodiché iniziò la sua scalata nella politica regionale. Nel 2003 venne mandato in Galizia nel bel mezzo di una feroce battaglia interna del partito, che ricorda proprio quella scoppiata solo poche settimane fa a livello nazionale. All’epoca, un consigliere e noto esponente del PP gallego venne accusato di trarre profitto dal disastro del Prestige – una petroliera che affondò al largo delle coste spagnole nel novembre del 2002 con un carico di 77mila tonnellate di greggio – con la vendita da parte della sua famiglia a un’azienda pubblica di una partita di mute e pale per un valore di 40mila euro. Il consigliere venne destituito e Feijóo prese il suo posto, prima come consigliere di Politica Territoriale, Opere Pubbliche e Casa, e dal 2004 come vicepresidente della Giunta.

Sebbene il dirigente gallego sia conosciuto per la sua moderazione, tra il 2005 e il 2009, quando in Galizia governava la coalizione di Psoe e Bng (il Blocco Nazionalista Galiziano), Feijóo e il suo partito misero in atto un’opposizione intensa, soprattutto in campagna elettorale. La giornalista Sonia Vizoso racconta nel podcast Hoy en El País: “Permise al suo team di riempire i giornali di accuse pesanti contro il governo regionale e contro il presidente della Giunta, accusato di essere dipendente dal lusso e di costruirsi un loft di due milioni nel palazzo presidenziale. Queste accuse, alcune delle quali vennero smontate e altre no, portarono il PP a riconquistare la Giunta”.

Da allora Feijòo ha mantenuto la presidenza del governo regionale fino a oggi, dopo aver vinto quattro elezioni consecutive e aver raggiunto la maggioranza assoluta in ognuna di queste. Ha superato anche la polemica scoppiata dopo l’esclusiva de El País nel 2013, che rivelava la sua amicizia con il contrabbandiere di tabacco Marcial Dorado, poi condannato per narcotraffico. Nell’ultimo appuntamento elettorale, convocato a luglio 2020 in piena pandemia, ha raggiunto il 48% dei voti.

Il nome di Feijóo risuonava da anni tra le fila dei popolari per il vertice del partito. Nel 2018, alle primarie per scegliere il successore dell’ex presidente Mariano Rajoy, per poco non si candidòanche lui. Il giornalista Fran Balado racconta nel suo libro El Viaje de Feijóo (Il viaggio di Feijóo), che il 18 giugno di quell’anno, davanti alla stampa e ai membri del suo partito a Santiago di Compostela, il dirigente gallego doveva rivelare il suo destino. In quell’occasione ripassò due discorsi: quello che dichiarava che sarebbe rimasto in Galizia e quello che annunciava il suo salto al PP nazionale. Alla fine, tra lo stupore dei più, lesse il primo, in lacrime.

Il politologo a ilfatto.it: “La Spagna non è la Galizia: gli servono alleanze”
Dopo l’esperienza fallita di Pablo Casado, dunque, il Partito Popolare punta tutto su Feijóo. Xosé Luis Barreiro Rivas, politologo dell’università di Santiago di Compostela, spiega a ilfattoquotidiano.it che l’obiettivo del leader gallego non sarà solo gestire e guidare il partito, ma anche ricostruirlo. “Arriva in un momento difficile, quando manca circa un anno e mezzo alle elezioni generali. Dovrà riuscire a trasformare il partito e vincere le elezioni”.

In 13 anni di governo, Feijóo è riuscito a mantenere unita la destra in Galizia e ha impedito l’entrata di Vox in regione, dove il partito di Santiago Abascal non ha nemmeno un consigliere. Dopo il congresso straordinario però, dovrà guidare un partito che compete con l’estrema destra. “In questo momento non c’è modo di governare la Spagna o l’Italia se non per blocchi. In Galizia ha avuto la fortuna di avere un partito ben organizzato e un sistema che gli ha permesso di governare da solo per quattro legislature. Ma questo non esiste nel resto della Spagna”, spiega il professor Barreiro Rivas. “Non gli resta che essere più flessibile e far sì che il PP sia il partito più grande, che strappi dei seggi a Vox. Da solo però non potrà governare”.

Gli elettori del PP hanno già dato la loro benedizione a Feijóo come prossimo leader del partito. Il gallego ha ricevuto il 99,63% dei consensi in una votazione del 21 marzo in cui hanno partecipato 36.974 militanti. “Feijóo è il presidente più votato della storia della presidenza nazionale del PP”, ha affermato Esteban González Pons, presidente del comitato organizzatore del congresso nazionale. Un risultato importante per il dirigente gallego che si dice pronto a ricostruire il suo partito.

Sostieni ilfattoquotidiano.it:
portiamo avanti insieme le battaglie in cui crediamo!

Sostenere ilfattoquotidiano.it significa permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti.

Ma anche essere parte attiva di una comunità con idee, testimonianze e partecipazione. Sostienici ora.


Grazie Peter Gomez

Sostienici ora Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

La guerra in Yemen entra nell’ottavo anno: l’operazione saudita è stata un fallimento, ma a pagare sono i più deboli

next
Articolo Successivo

Guerra Russia-Ucraina, case bruciate, macchine abbandonate e corpi a terra: tra le strade di Irpin bombardata – Video

next