Parte da Piazza della Repubblica e si dirige a San Giovanni il corteo pacifista di Roma, organizzato dalla Rete Pace e Disarmo contro la guerra e l’invasione russa in Ucraina. ‘Cessate la guerra, Europe for peace’, è il motto della mobilitazione. In testa una lunga bandiera con l’arcobaleno della pace, retta dai manifestanti. Partecipano migliaia di persone, fra cui giovani, famiglie e bambini. “Bisogna fermare la guerra, chiedere l’intervento dell’Onu, che sia presente al tavolo delle trattative. La strada non è l’invio delle armi, ma il ricorso alla massima diplomazia“. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. “Non possiamo accettare la guerra come strumento di relazione tra stati. Serve ogni sforzo per fermarla. È importante che il movimento sindacale e della pace sia in piazza”, ha sottolineato. In merito alla decisione della Cisl, che ha preferito non aderire, ha commentato: “È una scelta che rispetto. È importante che le persone siano qui”. Il prossimo obiettivo è organizzare una “grande giornata di mobilitazione dei lavoratori europei. Il ruolo dell’Europa è decisivo”. Landini ha poi aggiunto che che mentre le spese militari sono cresciute di 50mld dollari, ancora non è stato possibile – nel pieno della pandemia – trovare risorse per dare il vaccino a tutti i popoli del mondo. “La guerra non si ferma con la guerra e inviando altre armi”, ha proseguito il segretario Cgil, che ha invitato a gran voce la Ue a rivedere i trattati Dublino, “per una politica di accoglienza per tutti”.

“Non si può essere equidistanti né neutrali tra chi difende la propria terra e chi invece massacra uomini, donne e bambini, colpisce anche le centrali nucleari e mette a rischio tutta l’Europa”, aveva invece commentato Luigi Sbarra, segretario generale Cisl. “Per questo non saremo in piazza oggi a Roma. La Cisl è per la pace, una pace da costruire con atti concreti, aiuti ed azioni che sostengano i profughi e la popolazione ucraina. Siamo con i lavoratori, con gli studenti, con i pensionati, con le donne, con gli uomini che in queste ore lottano contro chi vorrebbe negare loro libertà, democrazia e diritti. Ma siamo anche con i coraggiosi uomini e donne della Russia che scendono in piazza a manifestare a Mosca, a San Pietroburgo per dire che un’altra Russia è possibile. Non ci riconosciamo nell’appello e nel documento che gli organizzatori hanno messo a base della manifestazione di oggi pomeriggio”. E ha chiuso: “Abbiamo proposto a Cgil, Uil ed alla associazioni datoriali di unirsi a noi per aprire una sottoscrizione nei luoghi di lavoro e realizzare concretamente una grande operazione di solidarietà e di sostegno al popolo ucraino”. Fra le altre organizzazioni che hanno invece hanno aderito alla manifestazione ci sono: Arci, Acli, Libera, Emergency, Legambiente, Cgil, Movimento Nonviolento, Un Ponte Per, Archivio Disarmo, Associazione Ong Italiane, Link 2007, Rete della Conoscenza, Anpi, Greenpeace.

Dal camion alla testa del corteo suonano tutti i brani incentrati sul rifiuto dei conflitti armati, come Il mio nome è mai più. Spiccano cartelloni e striscioni: ‘Più facile mandare armi che proporsi mediatori di pace’; ‘No invio armi’ ; ‘la pace dipende anche da te’; ‘Fuori la guerra dalla storia’: sono solo alcuni.

Secondo Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, quella di Roma “è una piazza enorme, preceduta da tante altre piazze, che dice cose molte chiare: questa guerra deve essere fermata immediatamente, la popolazione civile Ucraina deve essere protetta, la popolazione russa che esprime dissenso contro la guerra deve essere tutelata. Occorre che i combattimenti si fermino, che i corridoi umanitari partano, che l’assistenza e l’accoglienza alle frontiere ucraine funzionino davvero”. Noury, che sta partecipando al corteo, ha chiuso: “Sono 30 anni che passiamo da una capitale europea all’altra bombardata: Sarajevo ’92, Belgrado ’98, Kiev 2022. È ora che l’Europa diventi protagonista di pace, proponga pace, non cada nella tentazione di prendere le parti di una guerra o dell’altra”.

Intanto, sempre a Roma, il gruppo studentesco ‘Osa’, esponenti di Usb e di Potere al Popolo hanno dato il via ad un sit in alternativo in piazza dell’Esquilino. “Non vogliamo stare con chi legittima la scelta del governo di inviare armamenti in Ucraina. Questa è una guerra della Nato”, gridano gli studenti. Durante il passaggio del Corteo della rete pacifista si è creata quindi un po’ di tensione quando i ragazzi del gruppo Osa, con i megafoni, hanno iniziato ad intonare un coro contro la Nato, un signore si è così staccato dal corteo e gli è andato contro con la bandiera dell’Ucraina urlando: “Vergognatevi ci stanno bombardando”.

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