Non c’è granché da spiegare sul perché “Domeniche Bestiali” si chiami proprio “Domeniche Bestiali”. Sì perché canzoni e altro la prendono alla larga, noi no: bestiali sta proprio a indicare la bestialità, in alcuni casi primordiale che si scatena su quei bei campi da calcio di provincia lontani da lustrini e fighetterie. Poi certo, c’è anche il contraltare, l’elevazione, che però deve avvenire sempre in termini rustici e casarecci.

QUANDO SCAPPA SCAPPA
Ammettiamo, ce l’eravamo persa. E ci eravamo colpevolmente persi una delle più (s)pregevoli cose accadute negli ultimi giorni su un campo dilettantistico italiano. Perché quando leggi che in Serie D il difensore della Cavese Lomasto è stato squalificato per una giornata non è certo sta gran notizia, ma quando leggi che il terzino è stato squalificato “per avere urinato nel campo per destinazione durante la fase di riscaldamento” allora ti rendi conto del senso, letterario, di questa rubrica. E di quanto la regola della “continenza” debba essere allargata anche al di fuori del giornalismo.

QUANDO NON SCAPPA MA TU LO STESSO…
Come visto sopra l’impellenza fisiologica può essere dominante anche per un atleta 30enne, costretto (?) a lasciarsi andare in campo. Ma c’è qualcosa di ancor più potente, che è appunto il fil rouge di questa rubrica: la bestialità. Tipo quella del giovane calciatore del Gavirate Calcio, Under 19 Lombardia, squalificato per quattro gare perché “alla notifica della seconda ammonizione, offendeva l’arbitro e toccandosi i genitali lo sbeffeggiava accusandolo di pavidità”. Pare che l’arbitro gli abbia anche recitato un pezzo di Statento di Francesco Salvi.

IL BARISTA PAURA NON NE HA
Abbiamo visto in una delle ultime puntate l’importanza di un bar in un campo da calcio di provincia. Talmente tanto che se non c’è bisogna inventarlo, a costo di improvvisare un box per il trasporto dei cavalli e metterci dentro una macchinetta del caffè, giusto per far vedere, e ovviamente una buona scorta di alcolici. Normale dunque che anche il barista diventi una figura epica, più rustica che rusticana quando gli tocca, proprio a lui, rimettere ordine. Come per la Real Scorpion, società di Calcio a 5 del Canavese, multata di 100 euro “per il comportamento dei propri tifosi, che per tutto il secondo tempo di gioco insultavano e schernivano l’arbitro, incitati anche dal dirigente e dall’allenatore del Real Scorpion. Inoltre, al termine della partita, un piccolo gruppo di sostenitori cercava di raggiungere lo spogliatoio dell’arbitro, non riuscendovi in quanto trattenuti dal barista dell’impianto”.

TIFO PULITO
E siamo ancora nell’ambito dei comportamenti positivi andando a guardare ciò che è accaduto in Sicilia, dove dopo il derby di Serie D tra Giarre e Acireale, il sindaco della città ospitante ha stigmatizzato attraverso un post Facebook i tifosi ospiti per la sporcizia lasciata per strada, tra fumogeni e altro. Ma un tifoso dell’Acireale colpito nell’orgoglio ha provveduto ad andare di nuovo a Giarre e ripulire il materiale lasciato a terra, col sindaco che ha ringraziato, sempre via social. Chissà che qualche tifoso della Cavese ora si armi di paletta igienica nel caso a Lomasto scappi di nuovo.

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