Mentre il governo vara il decreto da 5,8 miliardi di euro per calmierare i costi di luce e gas, il gruppo Eni (controllato al 30% dal Tesoro) ha comunicato i risultati preliminari di bilancio del 2021 che si è chiuso con gli utili più alti dal 2012 (4,7 miliardi) e un Ebit adjusted quintuplicato a 9,7 miliardi di euro. A spingere i guadagni è la corsa dei prezzi del gas, sestuplicati rispetto al periodo pre-Covid. Ieri aveva diffuso dati record anche Edison, secondo operatore in Italia, controllato dalla francese Edf. I ricavi sono quasi triplicati a 11,7 miliardi di euro mentre l’utile sfiora il miliardo con un incremento del 45% rispetto al 2020.

Eni verrebbe coinvolta nel piano per raddoppiare la quantità di gas estratto dai giacimenti italiani che il governo vorrebbe alzare da 3 a 6 miliardi di metri cubi (su un consumo nazionale di oltre 70 miliardi di metri cubi l’anno) per poi rivendere il prodotto a prezzi calmierati alle aziende energivore. Per Eni si tratterebbe di incassi aggiuntivi per 1,5 miliardi di euro se il gas fosse venduto a prezzi di mercato (circa 50 centesimi al metro cubo). Se venisse calmierato a 20 centesimi, i ricavi supplementari sarebbero di circa 600 milioni di euro. Parlando con le aziende italiani alcune settimane fa il presidente russo Vladimir Putin ha ricordato come le aziende energetiche italiane stiano facendo grandi profitti grazie agli accordi siglati con la Russia, principale fornitore di gas dell’Europa e che ogni anno manda in Italia attraverso il Tarvisio circa 30 miliardi di metri cubi. Parte di questo flussi sarebbero state poi rivendute sui mercati internazionali lucrando sulla differenza di prezzo. “Siamo aperti e pronti a investire sul fronte del gas in Italia”, ha detto l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi rispondendo ad un analista in conference call dopo la diffusione dei dati. “Siamo aperti al dialogo e in caso a sviluppare nuove risorse, abbiamo capacità di aumentare la produzione” ha affermato.

Nel decreto varato nel pomeriggio è previsto l’azzeramento degli oneri di sistema sull’elettricità sia per le famiglie che per le Pmi e le imprese più grandi per 3 miliardi, riduzione dell’Iva sul gas al 5% per circa 590 milioni, riduzione degli oneri sul gas per 480 milioni, rafforzamento del bonus sociale per 500 milioni, credito di imposta per le imprese energivore per 700 milioni e per le imprese gasivore per circa 500 milioni.

Il decreto contiene anche lo stanziamento di fondi ai comuni per coprire gli extra-costi per le bollette. E risorse ad hoc per gli impianti sportivi e le piscine in particolare, tra le più colpite dal mix tra restrizioni Covid e caro-bollette. Si starebbero ancora facendo i calcoli definitivi per indicare le risorse, che per lo sport, istanza portata al tavolo dal ministro Giancarlo Giorgetti, potrebbero aggirarsi attorno ai 100 milioni. Arrivano poi altri 400 milioni di euro per le spese Covid delle Regioni per far fronte alla quarta ondata e per l’aumento della bolletta energetica per le strutture sanitarie.

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