Una durata illimitata del green pass per chi è vaccinato con tre dosi: è l’ipotesi che il governo discuterà in Consiglio dei ministri, il secondo della settimana, convocato dal premier Mario Draghi. L’obiettivo è varare un nuovo decreto Covid, necessario per dare copertura normativa alla proroga delle restrizioni su mascherine e discoteche decisa lunedì, ma anche per affrontare altre questioni legate alla pandemia che non possono più essere rimandate. In cima alla lista c’è la semplificazione delle regole per la scuola, ma anche la revisione del sistema delle zone a colori e la distinzione tra i ricoverati ‘per’ covid e ‘con’ covid. L’altro tema impellente riguarda appunto la durata del green pass: dal primo febbraio il certificato verde ha una validità di sei mesi e dunque chi ha fatto il richiamo a settembre vedrà scadere il pass a marzo senza possibilità di rinnovo. Per questo è necessario un intervento.

Il tema sarà appunto all’esame del Consiglio dei ministri: la soluzione prevista è garantire una durata illimitata del certificato verde, fatte salve nuove situazioni di carattere sanitario e in attesa che Ema e Aifa decidano su una eventuale quarta dose. Ma sul tavolo rimane anche una seconda opzione – meno quotata – che prevede la scadenza del certificato verde dopo 9 mesi dalla somministrazione del booster. Un altro orizzonte preso in considerazione è quello del 15 giugno, data in cui in base ai provvedimenti in vigore il green pass non dovrà più essere utilizzato. Sicuramente una decisione è attesa ed è probabile che venga inserita in un decreto Covid, insieme alla proroga della chiusura delle discoteche e all’obbligo di mascherina all’aperto.

Il governo si ritroverà, per l’ennesima volta, a discutere ancora di scuola. Dopo le modifiche introdotte con il decreto sostegni, il governo rimetterà mano alla babele di regole che ha creato difficoltà e problemi non solo al sistema scolastico ma anche a milioni di famiglie. Al momento due sono le ipotesi principali: estendere alle elementari le regole già in vigore per medie e superiori, e dunque la classe andrà in didattica a distanza a partire da tre contagi; equiparare il sistema delle quarantene a quello già in vigore per tutti i cittadini, niente isolamento per chi è guarito o vaccinato da meno di 120 giorni o ha fatto il booster, 5 giorni per chi è vaccinato e guarito da più di 4 mesi, 10 giorni per i non vaccinati. Resta da sciogliere il nodo di nidi e scuole dell’infanzia, dove anche chi è guarito dal Covid è costretto a rimanere a casa in caso ci sia un positivo. Il tema sarà discusso anche nella Conferenza delle Regioni convocata alle ore 10 da Massimiliano Fedriga e poi nella Stato-Regioni con la ministra Mariastella Gelmini, in programma per le ore 13 e 13.15.

Un altro fronte è la richiesta delle Regioni di distinguere i ricoverati ‘per’ covid da quelli ‘con’ covid, pazienti asintomatici che entrano in ospedale per un altro motivo e risultano poi positivi al tampone di controllo. La richiesta dovrebbe essere accolta anche se nel bollettino continuerà ad essere segnalata la presenza dei malati con covid. Un punto sul quale la discussione è ancora aperta riguarda invece le zone a colori: da tempo le Regioni chiedono il superamento del sistema, ma è probabile che – almeno su questo aspetto – il governo chieda prima un parere al Comitato tecnico scientifico. La linea del governo è sostanzialmente quella di prendere tempo, sperando che la tendenza a calare dei contagi si consolidi per poter eliminare progressivamente le restrizioni.

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