“Ci son due coccodrilli e un orangotango, due piccoli serpenti e un’aquila reale …. solo non si vedono i due liocorni”. Recita così la filastrocca dell’Arca di Noè che può essere adattata all’esercito di peluche che fa compagnia, di notte, al principe Andrea Duca di York. Questa sua stranezza è rivelata da un’ex cameriera di corte al giornale Sun. Il reale, terzogenito della regina Elisabetta, ora è impelagato nella brutta storia che lo lega al finanziere suicida Epstein e ai suoi festini a luci rosse con minorenni, e va verso il processo negli Usa. Intanto la stampa popolare del suo Paese lo mette alla berlina con una serie di rivelazioni choc sulle sue abitudini private. Adesso arrivano anche le rivelazioni di un’ex cameriera: Andrea ha una grande passione, i peluche. Ne ha addirittura 72, un record da collezionista. Lui predilige quelli degli orsacchiotti vestiti da marinaretti. Forse per ricordare la grande tradizione navale della flotta di Sua Maestà, la Royal Navy, una delle più potenti sin dal 1600?

Non finisce qui. Tutti quei pupazzetti di pezza devono circondarlo quando dorme. E non così alla come viene viene. Ma tutti devono essere collocati secondo una schema ben preciso. Uno deve essere collocato sulla spalliera del letto, sul lato sinistro. Su quello destro devono essere sistemati i due ippopotami. A metà della spalliera deve svettare una pantera nera. Un po’ come Bagheera, l’amica di Mowgli nel Libro della Giungla. Chi fa tutte queste rivelazioni? Si chiama Charlotte Briggs, ha lavorato a Buckingham Palace negli anni Novanta e ha raccontato al Sun: “Ero appena stata assunta e subito mi hanno detto dei peluche”. La sua prima giornata comincia con un corso accelerato di collocazione di pupazzetti: “Ho trascorso un giorno intero a ricevere le istruzioni su come maneggiarli correttamente”. Anche perché un errore avrebbe scatenato conseguenze nefaste: il principe dava in escandescenze, se ogni peluche non era esattamente nel posto da lui voluto. Insomma: esiste un vero e proprio protocollo, che dura almeno un’ora e che richiede l’impiego di due persone del personale di servizio. Uno dei tanti della Corte, ma tutto dedicato agli amichetti di pezza che vegliano sul sonno del principe.

Poi affiorano altri dettagli. Le strane fissazioni del reale toccano anche i cuscini. Va detto che ognuno ha un nome preciso, ricamato sopra. C’è Daddy, c’è Ducks e ancora il cuscino Prince. Tutti vanno collocati uno di seguito all’altro, partendo dalla spalliera verso il centro del letto, esattamente in quest’ordine. Rivela un’altra gola profonda al Sun: “È divertente che un principe d’Inghilterra voglia i suoi orsacchiotti sul suo letto. Lo puoi immaginare mentre strilla alla regina: Mamma, non mi hanno messo l’ippopotamo nel letto! Insomma: le sue lamentele con la Regina se qualcuno ha sbagliato lo schema”. L’ipotesi? “Forse sono regali delle figlie o di Fergie, ma rimane comunque strano”.

Dopo le rivelazioni, arriva il parere dell’esperta Angela Levin: “Il dettaglio che gli orsacchiotti debbano stare in precise posizioni è un po’ come se volesse dar loro degli ordini. È molto imbarazzante per un uomo che ha guidato elicotteri durante la guerra delle Falkland ed è stato nella Royal Navy più di 20 anni. Forse è un uomo molto solo”. Una cosa va ammessa. La fissazione di Andrea non è mai stata un mistero. La rivelò lui stesso in un’intervista del 2010: “Ho sempre collezionato orsacchiotti di peluche. Quando ero in Marina avevo l’abitudine di comprare pupazzi ovunque andassi e ne ho una collezione di vari pezzi provenienti da tutto il mondo”.

Ma perché quest’ossessione diventa importante nel momento in cui Andrea deve rispondere davanti ai giudici delle accuse di Virginia Giuffre, la donna che accusa il principe di aver abusato di lei a 17 anni? I suoi legali sono evidentemente a conoscenza di questa peluche-mania. Infatti hanno chiesto al giudice di ritrovare le ricevute di tutti i viaggi, gli incontri e i regali scambiati tra Andrea, Epstein e la compagna Ghislaine Maxwell: “Compresi, ma non solo, i pupazzi”.
L’amore per i giochi e i pupazzi dei bambini non ha risparmiato sospetti di pedofilia (mai dimostrati) nemmeno per un gigante della letteratura inglese come sir James Matthew Barrie, l’indimenticabile creatore di Peter Pan. Figurarsi per il principe Andrea.

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