Una bambina sfuggita dagli abusi di un padre violento e alcolista, ai margini di un campo rom della periferia romana. La casa famiglia e poi l’incontro con Susanna Petruni, giornalista e vicedirettrice di Rai Parlamento, la quale ne ha scritto un libro, Volevo una mamma bionda, uscito in libreria lo scorso settembre. Con il marito Massimo anni fa hanno intrapreso un percorso per l’adozione, come ha raccontato lei stessa in un’intervista rilasciata al Messaggero. “Per adottare non ci vuole fegato, ma cuore. Quando Stella è venuta da noi aveva nove anni, io 53. Non è stato facile, pensavo che nessuno l’avrebbe voluta, proprio perché più grande degli altri bambini. Per anni ho rifiutato l’idea, poi la morte di uno zio a me molto caro mi ha fatto riflettere. Figlia unica, mi sono sempre sentita sola. Mi sono detta: perché non cercare un bambino solo, come me”.

Un percorso tortuoso e che incontrato diversi ostacoli. Il primo, quando con il marito si sono rivolti a una onlus che si occupava di adozioni internazionali. “Ce l’aveva segnalata un magistrato – ha continuato a raccontare -. Ci hanno parlato di un bambino etiope, ma passava il tempo e la situazione non si sbloccava. Hanno inventato che l’Etiopia aveva bloccato le adozioni e, intanto, ci avevano già spillato 17.000 euro. Eravamo demoralizzati”. “Siamo stati truffati, ci siamo fidati perché ce l’avevano consigliata – aveva raccontato il 17 settembre a Oggi è un altro giorno -. Poi abbiamo scoperto che anche le foto che ci mandavano erano sempre diverse. Quest’associazione non opera più, ma per una serie di motivi non abbiamo fatto causa”.

“Ho sbagliato perché in quella circostanza non ho fatto la giornalista, non ho indagato a fondo perché presa dalla gioia di diventare mamma”, ha ancora raccontato nella recente intervista. Poi l’incontro con Papa Francesco: “Ci ha detto: ‘Pregherò per voi’ e questo mi ha dato fiducia. Sono passati pochi giorni e mi ha chiamato un’amica magistrato dicendomi che c’era una bambina di nove anni da incontrare. Un’adozione non facile: il padre era un violento, un ubriacone che la picchiava”. L’incontro è stato magico, Susanna ne è rimasta subito colpita. Dopo una serie di sedute con lo psicologo ed esami clinici per ottenere l’ok dal Tribunale, la bimba è stata affidata loro inizialmente per un anno. Poi non si sono più separati: “L’abbiamo accolta con una festa e una lettera di benvenuto emozionante. Dopo 4 anni in un campo rom e poi in una casa famiglia non è stato facile educarla, non sapeva cosa significasse avere un padre e una madre“.

Adesso quella bambina riservata e chiusa, che tanto ha sofferto durante l’infanzia, è un’adolescente di 16 anni: “Quello che spero, ora, è che Stella riesca a fare le scelte giuste per la sua vita”, ha spiegato Susanna. Nonostante adesso sia una ragazza gioiosa e con il sogno di diventare un giudice minorile, vi è sempre una preoccupazione, quella del rapimento. “Sappiamo che il padre biologico l’ha cercata, c’è stata anche una strana manovra di avvicinamento da una persona che ha provato a convincerla a seguirla. Negli ultimi tempi non abbiamo più avuto notizie, ma non siamo tranquilli. Potrebbero sempre cercare di avvicinarla e magari rapirla”, ha infine concluso.

Sostieni ilfattoquotidiano.it:
portiamo avanti insieme le battaglie in cui crediamo!

Sostenere ilfattoquotidiano.it significa permetterci di continuare a pubblicare un giornale online ricco di notizie e approfondimenti.

Ma anche essere parte attiva di una comunità con idee, testimonianze e partecipazione. Sostienici ora.


Grazie Peter Gomez

Sostienici ora Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Kabir Bedi: “La mia carriera è cominciata quando intervistai i Beatles. La mia famiglia? Un’altra parte della mia vita: mio padre ha guarito molti malati gravi”

next
Articolo Successivo

Jessica Alves: “Amo Giacomo Urtis, mi ha promesso un figlio. Conosce ogni centimetro del mio nuovo corpo”

next