Alla vigilia delle feste natalizie e mentre l’Europa valuta nuove restrizioni per fronteggiare l’avanzata della variante Omicron, la preoccupazione cresce anche in Italia. Come dimostrano i dati del report settimanale di aggiornamento dell’Istituto superiore di sanità, i numeri confermano che la strada principale è puntare sui richiami del vaccino anti-Covid. “L’efficacia della dose di richiamo nel prevenire diagnosi e malattia severa sale al 75,5% e al 93,4%”, si legge. “Rimane elevata l’efficacia vaccinale nel prevenire casi di malattia severa, in quanto l’efficacia del vaccino nei vaccinati con ciclo completo da meno di 150 giorni è pari al 92,7%, mentre cala all’82,6% nei vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da oltre 150 giorni”. Inoltre, continua il report, “analizzando il tasso di decesso (nella fascia di popolazione over 80), nel periodo 22 ottobre-21 novembre: nei non vaccinati (153 per 100.000) è circa otto volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da entro i 150 giorni (18 per 100.000) e 45 volte più alto rispetto ai vaccinati con dose aggiuntiva/booster (3 per 100.000)”.

Il ministro della Saluta Roberto Speranza intanto ha fatto sapere che all’inizio della prossima settimana si faranno nuove verifiche per capire la diffusione della nuova variante Omicron: “Le notizie sono ancora parziali e non definitive ma segnalano che è insidiosa, problematica e che con tutta probabilità ha una maggiore capacità di contagiare”. E “i numeri in Italia sono ancora limitati e risulta ancora una presenza marginale ma vorremmo ancora verificare”. “In Italia”, ha detto, “i numeri sono ancora limitati ma in queste ore il ministero della Salute ha deciso che nella giornata di lunedì si farà una nuova flash survey, ovvero una nuova verifica della prevalenza delle diverse varianti nel Paese perchè è fondamentale capire quanto sta crescendo la Omicron e con che ritmo rispetto all’andamento epidemiologico”. Per quanto riguarda i vaccini, ha dichiarato: “Oggi noi supereremo i 105 milioni di dosi di vaccino somministrate e questo può avvenire perché nel nostro Paese c’è un grande Servizio sanitario nazionale, capillare, che spesso purtroppo manca in tante aree del mondo”.

A preoccupare gli esperti sono anche i giorni di festa che ci aspettano. E il presidente dell’Ordine dei medici di Firenze Pietro Dattolo ha fatto un appello: “Siamo di nuovo in un momento complicato”, ha dichiarato all’agenzia Adnkronos. “La situazione può ritenersi sotto controllo ma la risalita dei contagi preoccupa e la pressione sugli ospedali, sebbene ancora contenuta, è tornata a crescere. Il periodo delle feste natalizie che ci attende sarà decisivo e siamo tutti chiamati a una prova di responsabilità e senso della misura. Vaccinarsi e fare la terza dose è fondamentale, come dimostrano i dati che provengono da Israele, ma la massima prudenza per cene e cenoni è altrettanto essenziale”. Un invito alla “massima prudenza”, ad evitare situazioni di rischio e di particolare affollamento, ad adottare tutte le cautele possibili negli incontri di famiglia e con gli amici, mantenendo laddove possibile le distanze e l’uso delle mascherine. “Abbiamo imparato già lo scorso anno i comportamenti virtuosi per evitare i contagi, anche durante le festività natalizie ed il cenone di fine anno: la mascherina se siamo in troppi e troppo ravvicinati in un unico ambiente, spalanchiamo le finestre ogni tanto durante le serate per favorire il ricambio d’aria. Vale nei ristoranti e a casa nostra”.

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