Niente più tatuaggi a colori sulla pelle. Lo ha stabilito l’Unione Europea. Dal 4 gennaio 2022 saranno infatti vietati inchiostri gialli, verdi, blu, e chi più ne ha più ne metta da stampigliare su bicipiti, polpacci, inguini e pettorali. Insomma, il tatoo a breve sarà solo in bianco e nero. O meglio, l’importante sarà dimostrare che l’inchiostro usato non contenga isopropanolo, solvente che la UE ha dichiarato tossico per pelle e occhi, nonché irritante per il sistema nervoso e potenzialmente cancerogeno. Botta non da poco per i tatuatori italiani. Anche se il divieto era stato annunciato da parecchio tempo, in modo da consentire un adeguamento graduale alla nuova norma. “Una questione annosa di cui si iniziò a parlare nel 2013 e che, in tutto questo tempo, non si è riusciti a rendere né chiara e né semplice”, ha spiegato all’Adnkronos il presidente dell’AssociazioneTatuatori.it Ugo Eliseo Giuseppin che ha poi definito la norma “lacunosa” perché, spiega “a differenza della precedente (ResAP(2008)1), perché non impone più che nell’etichetta dei pigmenti sia indicato che il prodotto è sterile e la sua scadenza’”.

Giuseppin ha poi ragionato attorno ad un altro dato “incomprensibile” della decisione UE, ovvero il concetto stesso di tossicità collegata alle date a partire dalle quali alcuni prodotti si bandiscono. “Se il pigmento ‘Blu PB 15:3′ e il ‘Verde PG 7’ sono dichiarati tossici perché non vengono tolti immediatamente dal commercio e, per farlo, si aspetta, invece, il 2023? Se questi due colori sono tossici vanno proibiti subito, perché attendere? Per dare ai produttori più tempo per la loro sostituzione nonostante gli stessi abbiano evidenziato alla Commissione europea la loro insostituibilità? Non lo capisco io, e questo è facile, oppure le norme sono imperfette e inapplicabili”. Il presidente dell’Asssociazione Tatuatori italiani spiega che il problema sarà soprattutto per i nuovi tatuatori: “Cosa vuole che ne sappiano dopo appena 90 ore di corso per fare questo lavoro? Una mia triste previsione? Molti tatuatori saranno spinti a lavorare nel underground con buona pace della sorveglianza sanitaria, del gettito fiscale e contributivo”.

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