Da sei anni i siciliani attendono che venga riaperta l’autostrada Messina-Catania, nel punto in cui nel 2015 una grossa frana invase le carreggiate. A mettere in sicurezza il costone e realizzare due gallerie sono state scelte due imprese, una calabrese e una catanese. Il titolare della prima a inizio novembre è stato arrestato per una serie di reati compiuti, secondo gli inquirenti, favorendo la cosca ‘ndranghetista Giampà. Adesso la Regione Siciliano ha avviato la procedura di revoca del contratto.

A rischiare di mettere un freno all’andamento dei lavori che, stando agli uffici regionali, potrebbero essere completati entro la prossima estate, è infatti un’inchiesta giudiziaria che non tocca la Sicilia. Denominata Brooklyn e partita dalla Calabria, a inizio novembre ha portato all’arresto di alcuni imprenditori e di un finanziere e alla sospensione di un ingegnere dell’Anas. Tra i primi spiccano i fratelli Sebastiano ed Eugenio Sgromo. Il primo è stato, fino al momento dell’arresto, il legale rappresentante della Sgromo Costruzioni, una delle due ditte – l’altra è la catanese Cospin – che nel 2019 hanno vinto la gara da quasi 15 milioni di euro sulla A18.

Gli Sgromo sono accusati di una serie di reati che vanno dal trasferimento fraudolento di valori all’autoriciclaggio, fino alla corruzione in atti giudiziari. Per quest’ultima vicenda, è coinvolto anche Michele Marinaro, 52enne che nelle vesti di agente di polizia giudiziaria avrebbe contribuito secondo gli inquirenti ad alleggerire le posizioni degli Sgromo in un procedimento del 2015 che vedeva gli imprenditori indagati per associazione mafiosa. Quella storia fu poi derubricata in un caso di favoreggiamento aggravato con relative condanne in abbreviato.

Anche nell’inchiesta Brooklyn il convincimento della Dda di Catanzaro è che le condotte illecite degli Sgromo siano state compiute agevolando gli interessi della cosca ‘ndranghetista dei Giampà. A parlare dei due fratelli, descrivendoli come vicini alla criminalità organizzata, sono stati nel corso degli anni diversi collaboratori di giustizia; tuttavia l’aggravante mafiosa è stata esclusa dal tribunale del Riesame che una settimana fa ha confermato le misure cautelari per gli Sgromo.

Quanto accaduto, però, è stato ritenuto sufficiente dagli uffici siciliani del Commissario per il contrasto del rischio idrogeologico per avviare la procedura di rescissione del contratto con la Sgromo Costruzioni. L’iter, partito poco dopo la notizia delle misure cautelari, prevede che la comunicazione venga inoltrata anche all’altra impresa aggiudicatrice dei lavori. La Cospin, infatti, pur essendo estranea alle vicende finite all’attenzione dei magistrati guidati da Nicola Gratteri (nella foto), rischia di perdere l’appalto. “Per la realizzazione delle due gallerie previste dal progetto è necessaria la categoria denominata Og4, un requisito che dai primi controlli fu garantito tramite l’avvalimento con una terza ditta – è il commento che filtra dagli uffici palermitani di piazza Florio –. In questi giorni i nostri uffici legali stanno effettuando le dovute verifiche per capire se la categoria è in possesso dell’altra impresa che compone l’Ati. Nel caso in cui non fosse così, bisognerà scorrere la graduatoria”. Nella gara, conclusasi nel 2019, ad arrivare secondi era stata la Amec, società catanese nata nel 2017 ma riconducibile, secondo la Guardia di finanza, a Mimmo Costanzo e Concetto Bosco Lo Giudice. Volti noti dell’imprenditoria siciliana e non solo, a febbraio dell’anno scorso finiti al centro di un’inchiesta per bancarotta fraudolenta legata al fallimento del colosso delle costruzioni Tecnis.

Continua così il periodo nero nel settore degli appalti pubblici in Sicilia. Dopo l’arresto di un direttore dei lavori che chiedeva una tangente da 100mila euro per risparmiare sull’acciaio dei tiranti usati per mettere in sicurezza un costone roccioso sui Nebrodi e il blitz che ha smantellatoi vertici del Genio civile di Catania, accusati di intascare mazzette e fare favori alle ditte amiche, a finire al centro dell’attenzione sono i lavori per la sistemazione dell’autostrada Messina-Catania.

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