L’epidemia di Covid non arresta la marcia in alcuni paesi europei. Il Belgio ha messo a punto nuove misure per il contenimento del contagio. Tra le principali iniziative: la chiusura delle scuole materne e primarie anticipata ad una settimana prima di Natale. Nelle secondarie si passerà all’insegnamento ibrido (50% in presenza). E la mascherina, a partire da lunedì, sarà obbligatoria dai 6 anni. Dal 6 dicembre gli eventi pubblici negli spazi chiusi saranno limitati a 200 persone, mentre il regime di telelavoro, col massimo di un giorno in presenza alla settimana, viene mantenuto, così come resta la chiusura di bar e ristoranti alle 23.

Cresce di nuovo l’incidenza settimanale in Germania che ieri ha deciso il divieto di ingresso nei negozi al dettaglio per i no vax. Il Robert Koch Institut, dopo tre giorni consecutivi di calo ha registrato 442,1 positivi su 100 mila abitanti (ieri erano stati 439,2). Il numero di postivi in 24 ore è 74.352 e 390 i morti (una settima fa erano stati 357). Il tasso di ospedalizzazione nelle terapie intensive è di 5,47. Ieri la conferenza Stato-Regioni ha deciso il lockdown per i non vaccinati a livello federale e varato un documento che lancia l’iniziativa legislativa parlamentare di un obbligo vaccinale generalizzato. Secondo diversi esperti le misure sarebbero comunque insufficienti per fermare l’attuale ondata della pandemia, che sta mettendo sotto forte pressione i sistemi sanitarti delle regioni in cui la quota vaccinale è più bassa

La Svizzera invece cerca di salvare la stagione sciistica, cruciale per l’economia del Paese, abolendo la quarantena. Ma per contenere la variante Omicron aumenta i test anche per vaccinati e guariti. Da sabato 4 dicembre i viaggiatori provenienti dai paesi ritenuti a rischio Covid non dovranno più rispettare un periodo di isolamento ma “l’obbligo del test verrà esteso anche alle persone vaccinate o guarite“, ha spiegato il ministro della salute, Alain Berset in una conferenza stampa. “Oltre a doversi sottoporre a un test Pcr prima dell’entrata in Svizzera – ha aggiunto – dovranno eseguire un secondo test (Prc o antigenico rapido) anche tra il quarto e il settimo giorno dopo l’arrivo”. Si tratta di norme, è stato precisato, dalle quali saranno esentati i transfrontalieri (circa 340.000 persone provenienti da Germania, Francia, Italia, Liechtenstein). Secondo le nuove disposizioni, l’entrata in Svizzera è vietata ai cittadini di altri Stati non vaccinati che desiderano entrare nello spazio Schengen da Paesi o regioni considerati a rischio per soggiorni temporanei senza attività lavorativa, precisa un comunicato. Il governo ha inoltre annunciato nuove misure in tutto il Paese. In particolare, da lunedì prossimo sarà esteso l’obbligo di Green pass che sarà necessario per tutte le manifestazioni pubbliche e le attività sportive o culturali amatoriali al chiuso, nonché per le manifestazioni all’aperto con più di 300 partecipanti.

In Francia sono stati confermati nove casi della variante cosiddetta Omicron in diverse regioni. Il ministro della Salute, Olivier Véran, ha detto questa mattina ai microfoni di BFM, che la variante Omicron “circola probabilmente da diverse settimane in Francia”. La campagna di vaccinazione per i bambini tra i 5 e gli 11 anni a rischio di contrarre forme gravi della malattia sarà aperta “tra metà e fine” dicembre. Il ministro ha precisato che a gennaio la vaccinazione verrà probabilmente estesa agli altri bambini della stessa fascia d’età, in modo “progressivo e facoltativo”.

Sono 50.584 i contagi da Covid registrati nelle ultime 24 ore nel Regno Unito, con un calo di oltre 3000 rispetto a ieri, anche se le stime su base settimanale – non ancora condizionate dall’impatto potenziale della variante Omicron, che per ora ha fatto registrare sull’isola casi accertati solo nell’ordine delle decine – indicano tuttora un incremento dei nuovi casi: con una quota di infetti calcolata ora a uno ogni 60 abitanti a fine novembre nell’intero territorio britannico, contro uno ogni 65 della settimana precedente.
I morti restano peraltro più o meno stabili (143) e il totale dei ricoverati negli ospedali prosegue nella tendenza al calo in atto da oltre un mese (7300 circa contro i 7600 conteggiati fino a ieri) grazie all’effetto attribuito dagli specialisti soprattutto ai vaccini.

Le dosi giornaliere somministrate tornano intanto a viaggiare sul mezzo milione, con oltre 420.000 booster (terze dosi di rinforzo) nell’ambito del rilancio di una campagna vaccinale di massa incoraggiata anche dai dati di una ricerca aggiornata appena pubblicata da scienziati delle università di Southampton e di Edimburgo che conferma l’efficacia dei booster. Stando a questi dati, i vaccini Pfizer e e Moderna, somministrati come terza dose pressoché esclusivamente sia nel Regno sia in altri Paesi occidentali, garantiscono in effetti un livello di protezione immunitaria particolarmente elevato a partire da 10-12 settimane dopo la seconda dose.

Sono saliti a 7 i casi di variante Omicron individuati in Israele, 4 di questi non sono persone vaccinate e 3 invece immunizzati. Tutti sono rientrati nel Paese dall’estero: 5 dal Sudafrica, uno dal Malawi e uno dalla Gran Bretagna. Oltre a queste infezioni accertate, ci sono altri 27 casi positivi al test Pcr sui quali si sta indagando. Di questi, 22 sono stati dichiarati dal ministero come “non protetti”, ovvero che non hanno ricevuto una dose di vaccino durante gli ultimi 6 mesi o che sono semplicemente non vaccinati.

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