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Riapertura di Hormuz, fine della guerra in Libano e nuovi negoziati sul nucleare iraniano: cosa prevede la bozza di intesa Usa-Iran

Il contenuto del memorandum anticipato da Axios. L'intesa mira a riportare i volumi di traffico marittimo ai livelli pre-bellici entro 30 giorni e garantirebbe all’Iran un allentamento graduale delle sanzioni. L'Iran frena: "Non abbiamo ancora raggiunto una conclusione definitiva"
Riapertura di Hormuz, fine della guerra in Libano e nuovi negoziati sul nucleare iraniano: cosa prevede la bozza di intesa Usa-Iran
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Fine dei combattimenti in Libano, tregua di 60 giorni per avviare i negoziati ad hoc sul programma nucleare iraniano, e riapertura dello Stretto di Hormuz. Nelle ore in cui da Washington Trump proclama di avere “messo fine alla guerra” e prende forma l’indiscrezione secondo cui a Ginevra Stati Uniti e Iran firmeranno la tregua, Axios rende noti i punti principali dell’accordo. A supporto della possibile cerimonia in Svizzera, il sito Usa spiega che ieri quattro aerei C-17 statunitensi sono decollati per l’Europa, trasportando “materiale per un possibile viaggio” del vicepresidente Usa J.D. Vance, che Donald Trump ha indicato come la figura incaricata di firmare l’accordo preliminare, verso la città svizzera. Secondo due diplomatici di due paesi mediatori e due funzionari statunitensi, l’accordo preliminare è stato raggiunto mercoledì sera dopo ore di negoziati tra il mediatore qatariota Ali Al-Thawadi e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Durante i colloqui a Teheran, riferisce ancora Axios, Al-Thawadi ha parlato al telefono più volte con gli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. Tuttavia, l’annuncio di Trump sulla finalizzazione dell’accordo è giunto inaspettato per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che nei giorni scorsi, Netanyahu si è trovato all’oscuro di tutto, contattando alleati vicini all’amministrazione Trump per cercare di raccogliere informazioni, secondo una fonte statunitense a conoscenza diretta dei fatti.

La proposta di memorandum d’intesa tra gli Stati Uniti e l’Iran estenderebbe l’attuale cessate il fuoco di 60 giorni, avviando al contempo negoziati per un accordo più ampio relativo al programma nucleare iraniano. La bozza dell’accordo prevederebbe la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz, senza l’applicazione di tariffe di transito, e mira a riportare i volumi di traffico marittimo ai livelli pre-bellici entro 30 giorni. In cambio, l’Iran si impegnerebbe a non sviluppare armi nucleari e ad affrontare le preoccupazioni relative alle proprie scorte di uranio arricchito. Secondo quanto riferito, eventuali misure concrete riguardanti il programma nucleare di Teheran sarebbero oggetto di un accordo separato e più dettagliato. Un punto, questo, rimasto ineguagliato come nelle precedenti bozze poi non condivise tra le parti.

Axios ha inoltre affermato che l’intesa garantirebbe all’Iran un allentamento graduale delle sanzioni, subordinato al rispetto degli impegni assunti, incluse deroghe temporanee per consentire l’esportazione di petrolio. Secondo le informazioni, l’accordo di massima è stato raggiunto mercoledì sera al termine di colloqui tra il mediatore qatariota Ali Al-Thawadi e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, con il coinvolgimento nei negoziati degli inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che Teheran non ha ancora preso una decisione definitiva sulla proposta, mentre Axios ha riferito che l’accordo è in attesa dell’approvazione finale da parte dei vertici iraniani. Qualora venisse firmato, l’accordo dovrebbe prendere il nome di ‘Accordo di Islamabad’, a testimonianza degli sforzi di mediazione compiuti da Qatar e Pakistan.

I termini dell’accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine ai combattimenti nella regione prevedono che Israele interrompa completamente l’offensiva contro Hezbollah in Libano. A riferirlo è il quotidiano filo-Hezbollah ‘Al-Akhbar‘, come riportato da Times of Israel. Oltre a sospendere ogni attacco in tutto il Libano, l’accordo impone a Israele di rinunciare a qualsiasi territorio conquistato nel sud del Paese e include un piano per il “rapido ritiro” delle truppe dell’Idf.

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