Terence Darrell Kelly, il rapitore di Cleo Smith, 4 anni, forse non ha fatto tutto da solo. La svolta nelle indagini sulla scomparsa della bimba, ritrovata poi dopo 19 giorni nell’abitazione del 36enne, è arrivata proprio grazie ai racconti che la piccola sta facendo ai genitori e agli inquirenti nel corso di delicatissime sessioni di interrogatori. La vicenda ha tenuto con il fiato sospeso tutta l’Australia e ha fatto gridare al miracolo quando, una settimana fa, è arrivata la notizia del suo salvataggio. Le indagini però non si fermano: l’uomo accusato del suo rapimento è stato trasferito in un carcere di massima sicurezza a Perth e nella giornata di lunedì la polizia australiana è tornata a Carnarvon, città natale di Cleo e anche luogo dove è stata tenuta segretata.

“Dobbiamo accertare se ci fosse qualcun altro coinvolto. Ecco perché siamo ancora qui”, ha detto ai giornalisti il sergente maggiore Cameron Blaine, che coordina l’inchiesta. Secondo il quotidiano Daily Mail Australia, Cleo Smith avrebbe infatti raccontato che nei giorni in cui si trovava nelle grinfie di Terence Kelly c’era anche una donna con loro: “Mi spazzolava i capelli e mi vestiva”. Al momento non ci sono ulteriori dettagli sull’identità di questa ipotetica complice: la donna potrebbe aver aiutato Kelly a prendersi cura di Cleo.

La famiglia di Cleo intanto ha ringraziato tutte le persone coinvolte nel suo salvataggio e ha chiesto il rispetto della privacy: “Siamo onorati per l’amore e il sostegno che abbiamo ricevuto non solo dalla nostra comunità locale, ma dall’intera Australia”, ha detto la madre Ellie Smith e il patrigno Jake Gliddon nella loro prima dichiarazione pubblica dal ritorno di Cleo. “Vorremmo cogliere l’occasione per ringraziare tutti coloro che sono stati coinvolti nel salvataggio di nostra figlia. In particolare, vorremmo ringraziare la polizia, tutti coloro che sono stati coinvolti nella ricerca iniziale, la comunità di Carnarvon, le imprese locali e, naturalmente, la nostra famiglia e i nostri amici”, hanno detto.

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