Ci sono ulteriori sviluppi sull’indagine milanese nata dopo l’inchiesta di Fanpage sulle infiltrazioni dei gruppi neofascisti all’interno di Lega e Fratelli d’Italia. Adesso anche la misteriosa donna che ha ritirato quelli che dovevano essere fondi destinati al finanziamento del gruppo con a capo il Barone Nero, Roberto Jonghi Lavarini, risulta indagata. Si tratta di una collaboratrice del militante di estrema destra, di origini georgiane, che è così finita al centro delle indagini avviate per finanziamento illecito e riciclaggio per i presunti fondi illeciti per la campagna elettorale di Fratelli d’Italia per le amministrative milanesi. Perquisizioni della Guardia di Finanza, nell’inchiesta dei pm Basilone e Polizzi, sono state effettuate ieri.

Fu proprio la donna a ritirare, il 30 settembre, il trolley pieno di libri (invece che di banconote) preparato dal giornalista di Fanpage infiltrato per tre anni all’interno dei gruppi neofascisti italiani, come mostra uno degli ultimi passaggi della videoinchiesta, mentre Jonghi Lavarini osservava la situazione a distanza.

Soldi che sarebbero dovuti andare a sostenere le attività del Barone Nero che, in vista delle amministrative, sosteneva la candidatura di Chiara Valcepina al consiglio comunale di Milano tra le fila del partito di Giorgia Meloni, oltre a portare avanti il suo progetto di formare una “Terza Lega” di stampo neofascista, inserendo alcuni uomini di fiducia all’interno del Carroccio con la collaborazione di Mario Borghezio.

Foto: fermo immagine dell’inchiesta ‘Lobby Nera’ di Fanpage

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