Ancora caos supplenze. Dopo quasi due mesi dall’inizio delle lezioni l’elaborazione delle 450mila domande fatte con l’algoritmo (per coprire 112mila posti autorizzati dal Mef) continua ad avere strascichi nefasti per migliaia di docenti di Milano, Roma e Napoli.

La denuncia arriva dalla Flc Cgil di Milano che da settimane è impegnata a combattere una guerra contro l’ufficio scolastico territoriale. “Dopo la pubblicazione del terzo bollettino per le supplenze nel capoluogo regionale – spiega Caterina Spina – si è reso evidente che l’algoritmo ha creato discriminazioni e errori gravi che negano alla scuola pubblica gli insegnanti che sono quindi esclusi dal lavoro pur avendone pieno diritto mentre gli studenti perdono ore di insegnamento senza che si trovi una soluzione”.

Dopo il tentativo di conciliazione fallito con il direttore dell’ufficio scolastico, al quale il sindacato aveva proposto di annullare il bollettino del 7 ottobre, ieri, in zona “Cesarini” è arrivata la svolta: ci sarà un ripescaggio, saranno valutate le segnalazioni ricevute fino al 3 novembre e di seguito saranno assegnati nuovi contratti con un quarto “click”. Una mezza vittoria per i docenti che da settimane avrebbero potuto essere in cattedra e invece sono stati considerati rinunciatari solo perché la scuola alla quale erano destinati dall’algoritmo non era tra le 150 preferenze indicate.

A creare questo caos è stato il sistema 2.0 voluto dal ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi per accelerare (in teoria) i tempi per poter annunciare che dai primi di settembre ci sarebbero stati tutti gli insegnanti in cattedra. Una promessa fallita visto che nella sola Milano ci sarebbero – secondo la Flc Cgil – ancora circa 1500 cattedre da coprire nelle scuole secondarie. “Gli insegnanti che – dice Spina – che potrebbero essere rimasti fuori sarebbero duecento: ma questi sono solo i docenti che hanno presentato una segnalazione; ce ne potrebbero essere molti altri”.

Una situazione paradossale che si trascina da ormai due mesi con ripetuti bollettini con errori madornali. Dalla Sicilia alla Valle d’Aosta non c’è Regione che non abbia avuto problemi nell’assegnazione di queste cattedre. Ma se nelle province è stato più facile rimediare nelle grandi città come Milano, Roma e Napoli, gli uffici scolastici, in carenza d’organico, non hanno retto l’urto dei reclami e delle proteste dei docenti che sono stati esclusi. Secondo la segretaria generale della Flc Cgil di Milano l’algoritmo “andava sperimentato e ben tarato” ma non è andata così.

Lo sa bene Manuela Mascarella responsabile nazionale dei precari della Flc Cgil: “La fretta è cattiva consigliera. Il ministro ha dato il preciso mandato politico di completare le nomine entro il primo settembre. Non si sono presi il tempo di sperimentare quanto il sistema informatico ha elaborato. C’è stato molto pressappochismo, hanno scaricato sugli uffici provinciali e questi sono i risultati ancora oggi. Non abbiamo dati ufficiali su Roma e Napoli di quante sono le cattedre ancora scoperte, ma possiamo tranquillamente parlare di alcune migliaia”.

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