di Margherita Cavallaro

Avete presente quella sensazione orribile che qualcosa andrà storto nonostante ce la stiate mettendo tutta nello sperare per il meglio? Magari l’avete provata rispetto un progetto a cui tenevate particolarmente e che sulla carta aveva tutte le possibilità di succedere, o magari in una relazione in cui avevate investito tanto tempo ed energie e che non sembrava manifestare nessun segnale negativo.

Se avete mai provato quel sentimento, sapete che vi segue come un’ombra, vi aspetta dietro gli angoli in agguato, vi rosicchia il fegato e accorcia il respiro anche quando razionalmente non sembra esserci niente di sbagliato attorno a voi. Vi sforzate allora di razionalizzare, vi ripetete che non c’è niente che non va e che le vostre sono solo paranoie, continuate a sperare forzatamente che tutto andrà bene. E poi succede. Tutto non va bene. Anzi, tutto va a rotoli in grande stile e, nonostante il cuore spezzato, aggiungendo sale alla ferita, vi dite da soli “te l’avevo detto”.

Ecco, questo riassume quello che ho passato io con il ddl Zan. Sapevo che qualcosa sarebbe andato storto, eppure mi sono ostinata a sperare fino all’ultimo che finalmente l’Italia sarebbe potuta diventare un paese un po’ più civile. E invece lo sapevo. Non solo il ddl è stato bloccato, ma lo è stato fatto nella maniera più ignobile. Una maniera che, a dirla tutta, riflette in pieno il tipo di persone che quel ddl andrebbe a punire.

La cosa che mi ferisce di più di tutto questo è specificatamente il voto segreto. Il ddl Zan è stato affossato da gente che non ha nemmeno il coraggio o la decenza di metterci la faccia. E penso che, in fondo, questa sia la differenza tra noi e loro: noi lottiamo per qualcosa che è giusto e ne siamo orgogliosi, vogliamo metterci la faccia perché lottare per la giustizia e l’eguaglianza è una cosa di cui andare fieri; loro, da persone in cima alla catena dei privilegi, lottano solo per il loro capriccio di poter continuare ad abusare dei più deboli. Votando contro un ddl che, tra le altre cose, avrebbe tutelato i disabili contro chi li insulta, avreste voluto che il vostro nome fosse annunciato? A chi interessa la punizione data a chi discrimina e insulta se non a chi è reo di questi crimini? Ovviamente però un politico non può permettere che chi è in grado di fare questi ragionamenti basici sappia il suo nome e lo usi per lanciare il proverbiale merdone. Ed ecco dunque il voto segreto, perché non possono permettersi che il loro nome sia associato alle loro azioni.

Eppure quando il ddl è stato bloccato si sono anche lasciati andare a un applauso, perché un’impresa del genere è davvero da celebrare! È lo specchio dell’italianità! Nascondere la mano che lancia il sasso. Fare qualcosa di ingiusto e passarla liscia. Accontentare i beceri che portano voti al tuo partito, ma impedire agli altri di sapere cosa hai appena fatto tu come individuo contro di loro. È stato un applauso da guerrieri da tastiera che urlano come scimmie in un italiano sgrammaticato e senza punteggiatura. È stato un applauso da massa di codardi in grado solo di far valere la propria prepotenza protetti dall’anonimato, come i boia del Medioevo. Il ddl Zan è stato ghigliottinato nel vero e proprio senso della parola: stroncato da chi per tre denari si è nascosto dietro un passamontagna nero e ha preso senza esitazione tutte le vite di chi continuerà ad essere discriminato, insultato, picchiato e ucciso semplicemente per la colpa di esistere.

Questa è la fondamentale differenza tra noi e loro. Noi possiamo guardarci allo specchio giorno dopo giorno, sapendo che nonostante le sconfitte continueremo a lottare perché ci battiamo per cose importanti, per la giustizia, per l’uguaglianza, per la libertà di essere e di amare. Loro non possono nemmeno permettersi di far vedere il loro voto su uno schermo avendo attivamente votato per proteggere chi deride e insulta un disabile per la sua disabilità, chi aspetta di notte gli omosessuali e le persone trans per pestarli, chi commette crimini d’odio.

Affossate pure il ddl Zan. Noi andremo avanti e, prima o poi, l’Italia bella, quella moderna e dal cuore d’oro, vincerà. E quando vinceremo, voi scomparirete nell’anonimità così come avete vissuto, mentre noi finalmente riusciremo a dirci “Hai visto? Alla fine è andato tutto bene”.

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