Dal Colosseo a Roma, all’Arco della Pace a Milano, passando per Brescia, Mantova, Firenze e Palermo: sono decine i sit-in di protesta organizzati per rispondere allo stop della legge contro l’omotransfobia. Una scelta spontanea, arrivata nelle ore immediatamente successive allo stop a Palazzo Madama: il voto segreto e 16 franchi tiratori hanno infatti affossato definitivamente le speranze che il ddl Zan possa essere approvato in questa legislatura. Le associazioni, impegnate dall’inizio dell’iter del provvedimento, hanno deciso di scendere in piazza per esprimere la loro amarezza per l’addio a una legge che aspettavano da anni.


A Milano la manifestazione di protesta è stata indetta da Sentinelli Milano, Arcigay e Coordinamento Arcobaleno. “Noi non ci arrendiamo”, è il coro che si solleva dalla piazza. “Se mi chiedete se siamo sorpresi di trovarci qui in migliaia, io vi rispondo no”, ha detto dal palco il portavoce Luca Paladini. “Non siamo sorpresi: sospettavamo arrivaste a migliaia. Perché il sentimento di indignazione è comune. Eravamo vicini a portarci a casa una legge che ci avrebbe dato maggiori tutele e ce la siamo vista sfilare così. Hanno dato ancora di più forza, legittimazione a chi ci odia, a chi vive l’omosessualità come una malattia, a chi tratta i disabili in modo indegno”, ha aggiunto.

In contemporanea c’è stato un sit-in anche a Roma: diverse centinaia di persone si sono radunate in via San Giovanni in Laterano, all’altezza di piazza del Colosseo. “Avete affossato il Ddl Zan ma non affosserete le nostre voci” uno dei cartelli esposti. A partecipare al sit-in in corso in via San Giovanni in Laterale, la cosiddetta ‘Gay Street’ a due passi dal Colosseo, cittadini e associazioni.

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