“Sono una privilegiata, non sono scappata da paesi poverissimi, o dalla guerra, non vivo per strada, non soffro la fame, non sono sfruttata, le difficoltà che ho vissuto io rispetto a molti sono cazzate…”. Inizia così il monologo che Rocío Muñoz Morales, conduttrice della seconda puntata de Le Iene accanto a Nicola Savino, ha regalato agli spettatori. “Anche io ho capito cosa significa essere trattata da straniera… Alcuni stranieri valgono meno di altri? Chi arriva senza soldi, solo con la sua cultura vale ancora meno. Vieni dai Balcani? Sei una minaccia. Africano? Non esisti. Arabo? Terrorista. Cinesi? Tutti uguali. Noi spagnoli siamo quasi al vostro livello, ma inferiori”. Poi, la conclusione: “Quando sono arrivata potevo leggere il vostro pensiero: Rocio, spagnola, ballerina. Quindi caliente. Eh no signori, io sono cerebrale e perfezionista. Caliente per niente. Che poi dicono caliente ma vogliono dire mign**ta. Questi pregiudizi non so come si cancellano. Io cerco di insegnare alle mie figlie, Luna e Alma, che nessuno vale più di qualcun altro. Devono sentirsi orgogliose di essere italiane, come oggi mi sento anche io, perché siamo tutti uguali”.

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