Sono quattro gli indagati per istigazione a delinquere aggravata dall’utilizzo di strumenti informatici nel filone d’inchiesta che ha portato al sequestro preventivo, disposto dalla Procura di Roma ed eseguito ieri dalla Polizia postale, del sito web di Forza Nuova. Si tratta dei quattro firmatari del comunicato “Altro che Forza Nuova. Il popolo ha alzato il livello dello scontro e non si fermerà”, pubblicato sul sito: Giuseppe Provenzale, Luca Castellini, Davide Cirillo e Stefano Saja. I pm della Capitale hanno già aperto due fascicoli d’indagine relativi agli scontri di sabato, che riguardano rispettivamente l’organizzazione del raid nella sede della Cgil e gli autori materiali della devastazione. Tramite il comunicato, sostengono i magistrati, i dirigenti di Forza Nuova “istigavano pubblicamente a commettere una pluralità di delitti e contravvenzioni”.

Si cita, in particolare, un passaggio in cui i quattro firmatari scrivono: “Mesi di piazze pacifiche non hanno fermato l’attenzione accelerata dal Great reset, ora la musica è cambiata e il direttore d’orchestra e compositore è solo il popolo in lotta – costretto a difendersi dalla ferocia unanime di chi dovrebbe rappresentarlo, l’attacco alla Cgil rientra perfettamente in questo quadro analitico – che ha deciso di alzare il livello di scontro”. Secondo la Procura esiste il “pericolo concreto e attuale” che “la libera disponibilità e la visibilità del sito possa ulteriormente aggravare e protrarre le conseguenze del reato ipotizzato, continuando a pubblicizzare metodi di protesta di lotta e scontro, fondati sulla violenza e sulla prevaricazione. Ciò può essere evitato – si legge nel dispositivo – unicamente disponendo il sequestro preventivo del sito web mediante il cosiddetto oscuramento, in modo tale da impedirne la consultazione da parte degli utenti della rete e l’ulteriore utilizzo da parte degli autori del reato”.

Sono fissati per giovedì, invece, gli interrogatori di convalida per i sei arrestati dopo gli scontri di sabato con le accuse di istigazione a delinquere, devastazione e saccheggio. Tra loro i leader di Forza Nuova Roberto Fiore e Giuliano Castellino, l’ex Nar Luigi Aronica, la militante Pamela Testa e il leader del movimento IoApro, Biagio Passaro. Il gip Annalisa Marzano ha fissato l’udienza in videoconferenza, in quanto molti sono detenuti nel carcere di Poggioreale di Napoli. Lunedì, nel corso dell’udienza per direttissima, il tribunale ha scarcerato quattro manifestanti con le accuse più lievi (resistenza a pubblico ufficiale e lesioni) ribadendo il carcere per altri due.

Nello stesso tempo la procura di Torino ha chiuso un’indagine per apologia di fascismo sul movimento: a quanto si apprende, gli indagati sono tre e tra essi figura il coordinatore regionale Luigi Cortese. Il procedimento riguarda uno striscione comparso nel 2019 in città in cui si leggeva “spezza le catene dell’usura, vota fascista, vota Forza Nuova”. Cortese ha negato di esserne l’autore e di avere autorizzato l’iniziativa. Infine, a Vicenza, la Digos ha indagato 13 soggetti “antisistema”, due dei quali accusati istigazione a delinquere e minacce al presidente della Repubblica, al premier Draghi, a esponenti del mondo scientifico e a giornalisti. Le indagini, iniziate lo scorso luglio, si sono focalizzate in particolar modo su post Instagram e sul canale “Il coraggio del dubbio” su Telegram. Negli scritti, oltre a frasi farneticanti e minacce, gli indagati aizzavano i partecipanti ad azioni di protesta come blocchi dei binari ferroviari.

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Sciogliere Forza Nuova non basta: bisogna fare una volta per tutte i conti con la storia

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