Il giorno dopo gli scontri nel centro di Roma durante la manifestazione contro il Green pass e l’assalto alla sede della Cgil guidato dagli esponenti di Forza Nuova, arriva la notizia che i leader della formazione neofascista Giuliano Castellino e Roberto Fiore sono stati arrestati insieme ad altre 10 persone, tra cui l’ex Nar Luigi Aronica detto ‘Er Pantera’ e il leader dei ristoratori di IoApro, Biagio Passaro, che si era ripreso dentro gli uffici del sindacato dopo l’irruzione. E mentre in migliaia si riuniscono in Corso d’Italia per il presidio democratico prima dell’assemblea generale della Confederazione, i sindacati e parte dello schieramento politico – dal Pd al M5s – chiedono lo scioglimento di tutti i movimenti dichiaratamente neofascisti. “Domani presenteremo una mozione urgente alla Camera“, annuncia il deputato Pd Emanuele Fiano partecipando al presidio di solidarietà davanti alla Camera del lavoro di Milano. La stessa richiesta, anticipata ieri dal segretario Enrico Letta, arriva dal presidente della commissione Giustizia della Camera Mario Perantoni (M5s) e dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e PierPaolo Bombardieri. Che per sabato 16, il giorno dopo l’entrata in vigore dell’obbligo di green pass nei luoghi di lavoro, hanno annunciato “una grande manifestazione nazionale e antifascista per il lavoro e la democrazia”. Fratelli d’Italia attraverso il capogruppo alla Camera Francesco Lollobrigida, presente al presidio Cgil, si limita a far sapere che spetta alla magistratura decidere se e come agire “nei confronti di queste associazioni”, mentre la leader Giorgia Meloni dice di “non conoscere la matrice” dell’assalto. Che nella notte ha conosciuto un’ultima coda con l’irruzione nel pronto soccorso dell’ospedale Umberto I da parte di 40 persone nel tentativo di liberare un manifestante ricoverato in stato di fermo: un’azione che ha provocato 4 feriti.

I fermi e le accuse – Oltre ai vertici di Forza Nuova, tra i 12 arrestati per gli scontri in piazza c’è anche il leader di IoApro, Biagio Passaro, un ex appartenente ai Nar, i Nuclei armati rivoluzionari, organizzazione terroristica di ispirazione fascista. Si tratta, a quanto apprende Ilfattoquotidiano.it, di Luigi Aronica, detto Er Pantera, già condannato a 18 anni per una catena di reati legato alla sua militanza nei Nar. I fermati sono accusati, a vario titolo, di danneggiamento aggravato, devastazione e saccheggio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. La posizione di queste persone è al vaglio della Procura di Roma. In sei sono stati arrestati in flagranza e altre sei, fra i quali appartenenti a Forza Nuova, nella notte con arresto differito. E la questura spiega che sono in corso ulteriori attività di indagine e di verifica dei filmati registrati dal personale della Polizia Scientifica, per altre condotte penalmente rilevanti. In totale sono 38 gli agenti feriti negli scontri, tra questi un dirigente della questura che ha riportato la frattura di una costola e un operatore della polizia scientifica a cui è stato fratturato uno zigomo.

I sindacati: “Sciogliere le organizzazioni neofasciste” – “L’assalto squadrista alla sede nazionale della Cgil – commentano i segretari generali delle tre Confederazioni – è un attacco a tutto il sindacato confederale italiano, al mondo del lavoro e alla nostra democrazia. Chiediamo che le organizzazioni neofasciste e neonaziste siano messe nelle condizioni di non nuocere sciogliendole per legge”. “È il momento – secondo i tre leader – di affermare e realizzare i principi e i valori della nostra Costituzione. Invitiamo, pertanto, tutti i cittadini e le forze sane e democratiche del Paese a mobilitarsi e a scendere in piazza sabato prossimo”. All’appello, però Forza Italia ha risposto negativamente, come riferiscono fonti del partito all’Ansa: “Da parte di Forza Italia massima dissociazione e severità, al punto che Silvio Berlusconi ha chiamato di primo mattino il segretario della Cgil – hanno spiegato – Tuttavia la presa di distanza e sostegno a qualunque iniziativa legale e politica contro chi assalta e picchia i poliziotti non si traduce in sostegno a iniziative e manifestazioni chiaramente strumentali in piena campagna elettorale. Nessuno cadrà nel tranello”. Stessa posizione assunta da Matteo Salvini: “Un corteo sabato? Ma non c’è la pausa elettorale? Noi sabato prossimo saremo nei gazebo della libertà, gazebo della Lega in tutta Italia, per la giustizia, con il sorriso”.

L’assalto alla sede del sindacato ha richiamato alla memoria gli attacchi alle Camere del lavoro del 1920 e 21 e ha suscitato manifestazioni di solidarietà bipartisan, anche se con sfumature molto diverse: Giorgia Meloni e Matteo Salvini hanno sottolineato di essere solidali anche nei confronti dei manifestanti “scesi in piazza per protestare legittimamente contro i provvedimenti del governo e di cui nessuno parlerà per colpa dei delinquenti”. E la leader di Fratelli d’Italia, ospite a Madrid dell’ultradestra di Vox, ha detto di non sapere quale sia la matrice dell’attacco al sindacato, pur essendo presenti sulle scale d’ingresso della sede della Cgil i leader di Forza Nuova come dimostrano diversi video.

Landini: “Offesa alla Costituzione nata dalla Resistenza” – “Quella di ieri è una ferita democratica, un atto di offesa alla Costituzione nata dalla Resistenza, un atto che ha violentato il mondo del lavoro e i suoi diritti”, ha scandito Landini aprendo l’assemblea generale del sindacato. “Vorrei che fosse chiaro che se qualcuno ha pensato di intimidirci, di metterci paura, di farci stare zitti, deve sapere che la Cgil, il movimento dei lavoratori sono quelli che hanno sconfitto il fascismo in questo Paese, hanno riconquistato la democrazia: non ci intimidiscono, non ci fanno paura. In un Paese che rischia di perdere la memoria bisogna sapere cosa ha portato il fascismo nel nostro paese: guerra e disperazione”. E quello di ieri è stato un “disegno preordinato e coordinato” di matrice “squadrista e fascista, non ci sono altre definizioni, la scelta di colpire la Cgil e il mondo del lavoro è un atto inaccettabile”. Di qui il nuovo appello: “Tutte quelle formazioni che si richiamano al fascismo vanno sciolte e questo è il momento di dirlo con chiarezza”.

Il presidio nella sede assaltata – Le migliaia di persone che si sono riunite davanti alla sede della Cgil per il presidio democratico prima dell’assemblea generale hanno intonato il canto partigiano Bella ciao sventolando le tante bandiere rosse del sindacato e delle varie sigle di categoria. Tra gli altri erano presenri l’Anpi, gli operai del Collettivo di fabbrica della Gkn con il loro striscione ‘Insorgiamo’ e diversi esponenti politici: il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, il coordinatore di Iv Ettore Rosato, la presidente di Iv Teresa Bellanova, Nicola Fratoianni di Leu, Pier Ferdinando Casini, Arturo Scotto di Articolo Uno, il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo, Luciana Castellina, l’ex presidente della Camera Laura Boldrini. Letta arriverà nel pomeriggio. Poco prima di pranzo è invece intervenuto il presidente del M5s Giuseppe Conte: “Ci sono le premesse per lo scioglimento di Forza Nuova”, ha detto l’ex premier annunciando la partecipazione alla manifestazione di sabato alla quale ha ‘invitato’ anche Salvini e Meloni: “Alla violenza squadrista rispondiamo con il dialogo serrato ma civile con tutte le forze politiche”. In mattinata davanti alla sede della Cgil era arrivato anche il capogruppo di Fdi alla Camera Francesco Lollobrigida, che si è avvicinato a Landini e gli ha espresso la “totale solidarietà di tutta Fratelli d’Italia”, anche a nome di Giorgia Meloni che non ha potuto essere presente essendo a Madrid. Da lui anche “solidarietà ai lavoratori e alle forze dell’ordine che hanno provato a proteggere la loro sede”. La sindaca uscente di Roma, Virginia Raggi, ha parlato di immagini “inaccettabili” e ha dato la sua solidarietà alla Cgil: “Ribadisco chiaramente che Roma è orgogliosamente antifascista e che per Fn non ci può essere spazio nella nostra città”.

Le altre manifestazioni – Matteo Renzi è andato nella sede di Firenze, come il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha fatto visita alla Camera del Lavoro di La Spezia. Il neo rieletto sindaco di Milano Giuseppe Sala, alla Camera del lavoro di Milano, ha detto che “sa chi guida partiti che strizzano l’occhio a certe forze” fasciste “ci aspettiamo che prendano una posizione chiara: che facciano azioni, non interviste. A Milano e Torino sono state elette persone di matrice fascista e questo non è accettabile. Credo che Giorgia Meloni debba agire e buttar fuori persone che evidentemente non rappresentano gli insegnamenti della nostra Costituzione”. Per il candidato sindaco per il centro sinistra a Roma Roberto Gualtieri, che andrà al ballottaggio con Enrico Michetti finito nella bufera per un articolo sulla Shoah, “serve una risposta ferma e una reazione decisa e severa da parte dello Stato. Io sabato ci sarò perché sono stato qui anche ieri sera a vedere i danni ed è stato doloroso passare per i corridoi e vedere la devastazione”. Anche Michetti, candidato del centrodestra, ha fatto una breve apparizione e ha parlato con Landini: “Essere qui significa aderire ad una manifestazione antifascista? Io sono qui per portare solidarietà a Landini e alla Cgil per quello che hanno subito. Io sono contrario a qualsivoglia tipo di violenza e totalitarismo. Violenza fascista? La violenza è violenza”, si è limitato a dire il candidato del centrodestra.

Sbarra: “Ricevuta ennesima lettera minatoria” – Sbarra, intervistato da Il Mattino, ha detto che anche le sedi della Cisl sono sotto attacco. “Non ci faremo intimidire”, garantisce ricordando “l’ennesima lettera minatoria anche a strutture della Cisl e al sottoscritto per le posizioni assunte sull’obbligo vaccinale e sul Green Pass” – nonostante inizialmente i sindacati siano stati altalenanti sul certificato verde – e ribadendo “diciamo no a chi semina il terrore”. “Il mondo del lavoro ha sempre risposto compatto a questi tentativi antidemocratici. Andiamo avanti senza paura nella nostra battaglia per il bene comune. Bisogna respingere uniti e con fermezza questo clima di odio e di intimidazione nei confronti del sindacato”.

Ha collaborato Vincenzo Bisbiglia

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