Nuove accuse contro la direttrice generale del Fondo monetario internazionale Kristalina Georgieva. Secondo quanto scrive l’agenzia Bloomberg, il Fondo avrebbe ammorbidito le raccomandazioni di carattere ambientale contenute nel cosiddetto “Article IV” (un documento consultivo che il Fondo invia ai singoli paesi valutandone le condizioni economiche e suggerendo interventi, ndr) inviato al Brasile lo scorso luglio. Le modifiche sarebbero state decise poche ore dopo che il governo di Jair Bolsonaro aveva espresso disappunto per il tono delle raccomandazioni. Nel corso del suo mandato Georgieva ha sempre posto la lotta ai cambiamenti climatici tra le principali priorità del Fondo.

L’economista bulgara è stata accusata lo scorso settembre di aver ritoccato di qualche posizione il piazzamento della Cina nell’indice doing business 2018 sulla facilità di fare impresa, elaborato dalla Banca mondiale quando ne era la responsabile. Pechino si piazzò comunque in 87ma posizione Il consiglio esecutivo del Fmi ha annunciato che terrà a breve una riunione in cui darà all’economista la possibilità di spiegare la propria posizione e difendersi dagli attacchi. Ma l’incontro potrebbe anche trasformarsi in un atto di sfiducia nei confronti della direttrice generale. Gli Stati Uniti, gli “azionisti” di riferimento del Fondo, sarebbero pronti a silurare la direttrice generale che è invece sostenuta da Germania, Francia, Gran Bretagna ed Italia.

In difesa di Kristalina Georgieva si è speso il premio Nobel per l’economia, ed ex capo economista della Banca mondiale, Joseph Stiglitz che ha definito una sorta di colpo di Stato quello in corso al Fmi. L’economista ritiene che gli attacchi alla Georgieva sono motivati dal suo impegno nel promuovere politiche a favore dell’ambiente che mettono in difficoltà l’industria delle fonti non rinnovabili. Stiglitz ha anche sottolineato l’assoluta inutilità di un indice in cui si guadagnano posizioni comprimendo i salari e riducendo i diritti dei lavoratori.

Quella di direttore generale del Fondo monetario è da tempo una poltrona bollente. Nel 2011 il francese Dominique Strauss-Kahn lasciò la carica dopo le accuse di violenza sessuale nei confronti di un’addetta alle pulizie dell’hotel di New York dove alloggiava. Pochi mesi più tardi il tribunale statunitense ha archiviato il caso. Il suo predecessore, lo spagnolo Rodrigo Rato è stato condannato a quattro anni e mezzo di reclusione per appropriazione indebita in relazione alla sua condotta alla guida della banca iberica Bankia.

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