Malgrado i tanti nomi diversi, di Père Noël ce n’è uno, vive in Lapponia, e non c’è modo migliore per vivere lo spirito del Natale che andarlo a trovare spingendosi fin lassù, ai confini del Circolo Polare Artico. Non è così complicato, e all’arrivo a Rovaniemi scoprirete che esiste una vera e propria città a lui dedicata, mentre tutto intorno il nord, quello vero, vi aspetta con un carico di esperienze, ghiacci, e colori che è difficile anche solo immaginare. Insomma, una favola ad occhi aperti per grandi e piccoli sognatori. Allora proviamoci, in fondo basta che immaginiate per un attimo di varcare l’Artico, una manciata di chilometri oltre Rovaniemi, e con esso il confine della fretta e dello stress che magicamente si dissolvono rarefatti dalla tranquillità delle immense distese di neve. Intorno a voi tutto è fatto di ghiaccio, perfino alcune case e ristoranti in cui è possibile sedersi e mangiare, e il cielo è illuminato dalle danze iridescenti delle aurore boreali. Guardarle in fotografia è un conto, ammirarle dal vivo e sentirsi in qualche modo avvolti dalle loro vibrazioni è tutta un’altra cosa. Come avvicinarsi ai modi di vivere dei Sami, il popolo che abita le regioni più settentrionali, e rivivere le gesta dei grandi esploratori, camminando su fiumi congelati e lanciandosi in slalom tra fitti boschi di betulle in slitte trainate dagli husky, e pescando da buchi nel ghiaccio! Esperienze autentiche e uniche, che rendono la Lapponia una delle mete predilette per una vacanza tra fiaba e avventura, grazie alle proposte di Alpitour e Viaggidea: vacanze brevi, ma dense di suggestione.

Alla ricerca di Babbo Natale

Si può vivere una fiaba anche da adulti? Certo, quando ci si trova in Lapponia, più semplicemente definita la terra di Babbo Natale, e si soggiorna a Rovaniemi. La capitale del regno dei ghiacci non ha semplicemente la forma di una renna, ma è il luogo dove ogni bambino può incontrare di persona l’anziano signore panciuto, e ogni adulto riscoprire il vero spirito del Natale. Perché, se vi fosse sfuggito, la residenza prediletta del mitico Babbo, è proprio a un passo da qui, al Santa Claus Village, magica cittadella costruita nel 1985, popolata da elfi e costruzioni in ghiaccio e neve. Qui il gioviale omaccione di rosso vestito trascorre il suo tempo a prendersi cura del benessere e della felicità di tutti i bambini, accogliendoli di persona nella grande sala del camino, mentre voi potrete girare in renna, acquistare regali sicuramente fuori dal comune e inviare a parenti e amici gli unici biglietti di auguri con tanto di timbro del Circolo Polare Artico. Già che ci siete, non perdete l’occasione di visitare il magico Snowman World, l’incredibile mondo dei pupazzi di neve fatto integralmente di ghiaccio, dove immergersi in scenari surreali è il minimo che vi può capitare, tra ice bar, fantastici giochi per i più piccoli, e cene finlandesi da consumare dentro un ristorante – igloo. Un’esperienza unica firmata Alpitour che permetterà ai più piccoli di vivere la magia del Natale come in nessun’altra parte del mondo è possibile, consentendo ai più grandi di perdersi nell’incanto dell’artico. Soggiornando allo Scandic Pohjanhovi, sulle rive del fiume Kemijoki, godrete di tutti i comfort e allo stesso tempo potrete apprezzare le bellezze di questo luogo incantato, a 8 chilometri dal “confine” del Circolo Polare Artico.

L’incantesimo della natura selvaggia

Terra selvaggia e ricca di energie, la Lapponia non è “solo” la casa di Babbo Natale, ma un luogo in cui le forze primordiali della natura sono tutte intorno a voi. Un posto davvero wild, per intenderci, dove potersi anche lasciar andare a un po’ di sano gusto dell’estremo, magari lanciandosi in un vero e proprio husky safari a bordo di un’autentica slitta da guidare in autonomia. E dieci chilometri di corsa tra gli spettacolari boschi innevati regalano un brivido più unico che raro. Se invece volete davvero mangiare ghiaccio e neve ed essere selvaggi fino all’estremo, provate a salire su una motoslitta di quelle che si usano qui nel nord puro e duro, e correte come folli tra la natura incontaminata. La notte, poi, riserva ancora più sorprese, da scoprire in un evening escape in motoslitta, magari scortati proprio dalla verde luce della signora dei ghiacci, l’aurora boreale. Per i meno avventurieri, l’ice fishing vi permette di pescare nelle acque gelate proprio come la gente del posto, praticando un foro nel lago ghiacciato e aspettando con pazienza che qualche pesce abbocchi al vostro amo. Del resto la gente abituata a temperature polari lo sa bene, la pazienza è la virtù dei forti! Se siete arrivati fino a questo punto, non solo l’idea vi piace, ma è proprio quello che state cercando da una vacanza all’artico, una vacanza Wild in cui vivere la Lapponia nella sua essenza più che nella sua favola, senza dimenticare le sue leggende che ci rendono tutti più bambini nel cuore.

Neve, aurore e ghiacci

Prima di avventurarsi in questo mondo fatto di neve, letteralmente, dove gli alberi sembrano bianche sculture silenziose e i cieli, d’inverno, s’illuminano solo di notte, bisogna che dimentichiate proprio la parola neve. Pare strano, ma è così: qui è così tanta e così particolare che descriverla con un solo nome è quasi sacrilegio. Cominciate allora ad imparare termini come oska, räntä, hanki, pyry e puuteri, solo alcune delle dozzine di parole utilizzate da queste parti per dire neve. Fatto questo, pensate all’aurora boreale, uno dei fenomeni più belli e straordinari che madre natura ci regala. Sembra pura magia, e le spiegazioni scientifiche non le rendono tutto il merito che i tanti miti sorti nei secoli sanno dare a questo danzare di luci che tinge il cielo di sfumature iridescenti. I finlandesi la chiamano revontulet, ossia “fuochi della volpe”, perché secondo un’antica storia le Luci del Nord sono state in qualche modo create da una volpe magica. Il simpatico animaletto, correndo veloce tra le nevi per arrivare in tempo all’annuale festival invernale, ad un certo punto si stancò di tenere in alto la coda, e ogni volta che questa cadeva a terra urtando la coltre di neve, provocava mille scintille dirette su in cielo, dando vita all’aurora boreale. Che crediate alle leggende o alla scienza, raggiungete una baita di montagna, lontana dalle luci della città, mettetevi intorno a un falò degustando salsicce e bevande calde, e aspettate che il cielo si illumini. Poi ne riparleremo. E ricordate che secondo un’antica credenza Sami è meglio non fischiare, applaudire o richiamare in qualche modo l’attenzione dell’aurora boreale quando danza nel cielo, altrimenti gli spiriti potrebbero scendere dal cielo e rapirvi.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Expo 2020 Dubai: connettere le menti, creare il futuro

next
Articolo Successivo

Mauritius, la favola dell’incontro

next