Il principe Andrea, terzogenito della regina Elisabetta, potrà fare ricorso contro la decisione dell’Alta corte di Londra che nei giorni scorso ha accettato di notificargli su richiesta americana la denuncia contenuta nella causa civile relativa all’accusa di presunti abusi sessuali intentata a suo danno negli Usa nell’ambito del caso Epstein. Lo riporta la Bbc citando fonti giudiziarie, mentre un altro giudice britannico ha stabilito che la consegna dell’atto varrà anche se fatta a uno dei legali di Andrea basato a Los Angeles.

La notifica riguarda l’azione legale annunciata in sede civile – con allegata richiesta di risarcimento danni, ma possibili ricadute successive pure a livello penale oltre oceano – dagli avvocati di Virginia Giuffre Roberts, una delle vittime del defunto miliardario pedofilo Jeffrey Epstein: vittima che afferma d’essere stata messa di fatto ‘a disposizione’ del duca di York dal finanziare americano, frattanto morto ufficialmente suicida in un carcere di New York, quando era solo 17enne e in tre occasioni. Gli incontri incriminati sarebbero avvenuti in altrettante proprietà del faccendiere, a Londra, New York e ai Caraibi, anche se Andrea ha sempre negato le accuse limitandosi ad ammettere “l’errore” di aver frequentato Epstein come amico al pari di tanti altri vip.

La notifica è un atto cruciale nella procedura anglosassone (generalmente accompagnata dalle parole “You’ve been served” da parte di chi è incaricato della consegna al denunciato) per consentire l’avvio del procedimento civile: che a quel punto può concludersi con una sentenza di risarcimento anche in assenza della parte interpellata. Sentenza la quale, laddove arrivasse nel caso del duca di York, non solo metterebbe il principe nella condizione di dover sottostare alla giustizia americana o di non poter mettere più piede negli Usa, ma rappresenterebbe un’ulteriore ombra infamante sulla sua reputazione. Oltre che un grave motivo d’imbarazzo per tutta la dinastia dei Windsor.

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