I primi tre partiti fanno tutti segnare una leggera flessione, restando racchiusi in meno di due punti percentuali. Il M5s resta stabile, mentre risale Forza Italia che guadagna un 1,2% e si vede premiata rispetto alle altre due forze di centrodestra. Passato il mese di agosto, sono queste le variazioni di rilievo nelle intenzioni di voto degli italiani fotografate dall’ultimo sondaggio di Ipsos per il Corriere della Sera. Rispetto a luglio, la Lega si conferma prima ma perde lo 0,6%, passando al 20,5. Il Pd è al 20%, con una flessione di 0,9 punti percentuali. Segue Fratelli d’Italia al 18,8% (-0,2): considerato il margine di errori e l’altissima percentuale di astensione e di indecisione (37,8%), è impossibile stabilire che sia davvero il partito che detiene la maggioranza relativa.

Nell’ultimo mese il M5s è rimasto stabile al 17%, dopo che a fine maggio era precipitato fino al 15,4%. Sempre rispetto a luglio, il centrodestra si conferma quindi in vantaggio sul centrosinistra con il 47,5% delle preferenze. A registrare il segno più però è solo Forza Italia: dal 7 all’8,2%. Le posizioni pro green pass e fedeli al governo Draghi premiano il partito di Berlusconi che, scrive Nando Pagnoncelli nella sua analisi, esce rafforzato dai flussi interni di voti, togliendo consensi a Salvini e Meloni. Le altre forze, a partire da Italia Viva, viaggiano su percentuali basse: il partito di Matteo Renzi è al 2,2%, PiùEuropa al 2,1, Azione di Calenda al 2 così come Sinistra Italiana.

La rilevazione di Ipsos analizza anche le percezioni degli italiani rispetto alla situazione politica, sociale e sanitaria. L’indice di gradimento per il governo e per il presidente del Consiglio Mario Draghi restano su livelli elevati ma registrano un calo di ben 4 punti rispetto a fine luglio: dal 65 al 61 per l’esecutivo, dal 70 al 66 per il premier. Se sul versante economico gli italiani hanno ritrovato ottimismo (per il 35% la situazione migliorerà, contro un 28% di pessimisti), guardando alla pandemia i timori di una nuova ondata aumentano. Solo il 38% degli intervistati ritiene che il peggio sia passato e quasi 7 su 10 ritengono probabile una crescita dei contagi in autunno. Una paura che si lega anche al tema dell’obbligo vaccinale: il 60% è a favore, contro un 30% di contrari. Si tratta però di un tema delicato, come dimostra il fatto che la percentuali di contrari è molto superiore a quella dei no vax.

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