Inutile girarci intorno. Eravamo abituati a conferenze stampa paternalistiche e prive di reali contenuti. Eravamo obbligati ad assurde dirette Facebook senza alcun pregio politico e pratico. Eravamo obbligati ad attendere con ansia le decisioni prese da Conte e Casalino in merito alla nostra libertà. Eravamo immersi una completa negazione della realtà a favore di una narrazione orientata dai sondaggi e dai like. Era evidente, nonostante l’informazione spesso partigiana, che la gestione della pandemia aveva bisogno di due grandi vaccini, uno principale contro il virus e uno contro il populismo di questi tempi.

L’arrivo di Mario Draghi ha resettato tutto in un lampo. I meriti di questo nuovo Governo sono sempre più evidenti ma pochi hanno il coraggio di ammetterlo. In fondo erano quelli che gridavano o Conte o il voto. Ora sono seduti in alcuni Ministeri. E mentre Salvini, Meloni e Conte hanno spesso giocato con la poca chiarezza sui vaccini e l’obbligo vaccinale, ieri Draghi ha dimostrato ancora una volta la sua pragmaticità e senso del dovere. Ha risposto a due domande sul tema dell’obbligo vaccinale e del Green Pass senza usare il politichese e senza tentennamenti.

Per il vaccino contro il Covid scatterà l’obbligo, quando verrà dichiarato da Ema e Aifa non più farmaco emergenziale ma ordinario, e si va anche verso l’introduzione della terza dose. Con due secchi “sì”, il premier Mario Draghi ha risposto, delineando questo scenario e anticipando poi l’estensione del Green pass. Insomma, in due risposte un doppio vaccino contro il populismo scientifico-politico e contro il virus. Un decisionismo dovuto e sperato.

Draghi con il suo consueto aplomb ha fatto capire che il suo Governo non accetterà mezze misure e soluzioni pasticciate per assecondare il politico di turno e i suoi istinti elettorali. Con la conferenza stampa di ieri finisce anche l’era grillina di Dj Fofò, noto anche con il cognome di Bonafede, che assecondava assurde fake news contro i vaccini. Un mondo, quello grillino, che alimentava spesso confusione e false notizie sulla scienza e sull’importanza vaccinale. E lo stesso Conte, contrario con il suo ex Governo, è ancora ostile all’obbligo vaccinale proprio come Salvini.

Riemerge, quindi, con forza il populismo demagogico e pericoloso contro la scienza. Messa in dubbio da cialtroni ignoranti ma saccenti. Il tutto con lo scopo cinico e pericoloso di assecondare quella fetta di elettori purtroppo ancora non capaci culturalmente. E’ evidente, però, il grave danno che con questa assurda posizione si può creare all’intera comunità. La forza di Draghi è proprio questa. Non segue i like e i sondaggi. Draghi segue la coerenza della competenza e della logica scientifica. Draghi fa nascere finalmente i Draghiani, ossia coloro che non sopportano più il populismo in tutti i sensi. I Draghiani finalmente possono vedere attuarsi la politica in concreto e per quello che serve a risolvere senza fronzoli e remore i problemi attuali.

Non si può più giocare sulla scienza e sulla salute. Non si può più speculare su certi temi. Non si può più fare politica su certi importanti argomenti che dovrebbero e devono essere oggettivi e non di parte. I dati dimostrano con serietà che i vaccini evitano le terapie intensive e il diffondersi con pericolo del virus. Non ci sono discussioni su questo. E chi lo mette in dubbio oltre che essere ignorante è in malafede. A tutto questo ci voleva un punto fermo. E questo finalmente Draghi lo ha fatto.

Bisogna uscire dalla pandemia e dalla crisi economica collegata. Non ci possono essere tentennamenti e le chiusure ormai non sono più per fortuna la soluzione facile di Conte e Casalino. Bisogna educare, bisogna dare cultura e bisogna però avere fermezza contro i qualunquisti e populisti da strapazzo. La politica deve governare con serietà e competenza questi fenomeni. Draghi rappresenta il più grande virus a questo modo vecchio e pericoloso di usare la politica. Ora è il momento della verità. Ora Conte e Salvini sono effettivamente nudi e messi all’angolo del loro populismo vuoto e becero. Il Pd completamente inesistente, ma lo sappiamo.

Noi Draghiani finalmente possiamo gioire per tutti, anche per coloro che inconsapevolmente ancora non lo sanno.

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