Cassa integrazione straordinaria fino al 2025, cioè “coerente con la tempistica del piano industriale di Ita”. E’ la richiesta dei sindacati per i circa 8mila lavoratori di Alitalia, coinvolti nel passaggio alla newco che subentrerà alla compagnia aerea di bandiera. Le agende delle due aziende “vanno obbligatoriamente sincronizzate”, sottolineano in una nota Anpac e Anpav. Il tema degli ammortizzatori sociali è stata uno dei punti principali dell’incontro al ministero del Lavoro, in vista della scadenza della cassa integrazione ordinaria prevista per il prossimo 23 settembre. Nella lettera per l’apertura della procedura, la richiesta formale di Alitalia in amministrazione straordinaria prevede una durata di 12 mesi. Le parti sociali la ritengono però “troppo poco”. Il confronto proseguirà nei prossimi giorni con un nuovo incontro, per cui non è ancora stata fissata una data.

Al centro la necessità “che nessun lavoratore sia lasciato indietro” e senza tutele, anche chi non sarà assunto dalla nuova compagnia aerea nella prima tornata che inizierà dal 21 settembre. Le candidature per le posizioni disponibili in Ita alle 9 di mercoledì erano salite a 18.703 tra cui 1.909 (794 provenienti da Alitalia) per il ruolo di comandante e pilota, 5.060 (1.528 da Alitalia) per gli assistenti di volo e 11.734 (1.404 da Alitalia) per Overhead. La nuova compagnia punta a partire con solo 2.800 dipendenti nella prima fase, per poi salire a 5.750 lavoratori a termine piano nel 2025, contro i 10.500 della ex compagnia di bandiera.

A questo primo tavolo, oltre ad Anpac e Anpav, hanno partecipato anche le sigle confederali, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl t.a, e l’Usb, il Direttore generale del ministero del Lavoro, Romolo De Camillis, il direttore generale del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità, Settore Trasporto Aereo, Costantino Fiorillo, i Commissari Straordinari gruppo Alitalia, il dg Giancarlo Zeni e lo staff. Si è discusso dei passi a breve e lungo termine: “Mantenimento delle licenze, abilitazioni e certificazioni del personale” di terra e di volo, ma anche riqualificazione professionale e acquisizione di nuove competenze, per favorire le future prospettive lavorative degli ex dipendenti. L’obiettivo sarà il loro reinserimento nel ciclo produttivo, tenendo però conto del fatto che molti hanno un’età relativamente avanzata. Per De Camillis sarà fondamentale costruire la risposta adeguata insieme alle Regioni.

Il confronto, sottolineano i sindacati, “ha visto un’apprezzabile disponibilità ed impegno espresse dai vertici del ministero del Lavoro”. Sconta però l’incertezza della difficile trattativa per la partenza della nuova Ita e l’assenza di una cabina di regia con la partecipazione anche degli altri Ministeri competenti: quello dello Sviluppo economico e quello delle Infrastrutture e della Mobilità.

Tra le richieste presentate nell’incontro, anche un approfondimento tecnico sulle modalità con cui gli ammortizzatori sociali sono e saranno applicati nelle varie aree produttive (Aviation, Maintenance ed Handling), e l’organizzazione di tavoli di analisi anche in sede aziendale. Si avvicina intanto il 15 ottobre, data in cui è prevista la cessazione di ogni attività di volo.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Lavoro, in Spagna 277mila ispezioni contro le 160mila dell’Italia (con meno personale). Enti locali gestiscono i controlli e incassano multe

next
Articolo Successivo

Savona, muore un operaio di 44 anni: travolto dal muro che stava ristrutturando

next