È salito ad almeno 200 morti e 200 feriti il bilancio del doppio attentato dell’Isis-K all’aeroporto di Kabul: lo riferisce il Wall Street Journal citando una fonte ufficiale americana. Tra loro 13 militari americani e, come annunciato da Dominic Raab, ministro degli Esteri del governo di Boris Johnson, anche tre cittadini britannici, tra cui un bambino. Il portavoce dei Talebani Zabihullah Mujahid fa sapere alla Bbc che – a differenza di quanto ricostruito finora – tra le vittime non ci sono appartenenti all’organizzazione. “L’incidente è avvenuto in un’area controllata dalle forze statunitensi“, spiega. L’agenzia Reuters, invece, riferisce che almeno 28 membri dei Talebani hanno perso la vita. E anche dal Pentagono arrivano informazioni più precise riguardo alla dinamica dell’attacco kamikaze. Innanzitutto, hanno spiegato i portavoce durante il punto stampa, c’è stato un solo attacco bomba, smentendo così quello all’hotel Baron.

In città, continuano i militari, ci sono ancora “minacce specifiche, credibili” e il rischio di attentati è ancora molto alto, tanto che l’esercito statunitense rimasto in Afghanistan a coadiuvare le evacuazioni si aspetta altri attacchi da parte dello Stato Islamico. Questo, nonostante il numero molto ridotto dalla paura e dalla chiusura di gran parte dei gate dell’aeroporto, non ha comunque impedito ad alcune persone – molto poche, secondo la Cnn – di radunarsi allo scalo nel tentativo di lasciare l’Afghanistan, nell’ultimo giorno in cui partono i voli di evacuazione degli Stati occidentali, prima del ritiro completo delle truppe americane dal Paese fissato per il 31 agosto.

Intanto talebani hanno dichiarato di aver preso il controllo di parti dell’aeroporto di Kabul. “Oggi, tre importanti zone nella parte militare dell’aeroporto di Kabul sono state evacuate dagli americani e sono sotto il controllo dell’Emirato islamico. Ora, una parte molto piccola resta agli americani” ha scritto su Twitter Bilal Karimi. Ma il portavoce del Pentagono, John Kirby, ha smentito: “Queste notizie non sono vere, i Talebani non sono entrati all’aeroporto internazionale di Kabul e non sono in controllo dei gate”.

I nuovi governanti hanno reclutato migliaia di combattenti dalle province per rafforzare la sicurezza all’aeroporto. E il capo del comando centrale delle forze statunitensi, il generale Kenneth McKenzie, fa sapere che l’esercito è preparato – anche nei giorni successivi al ritiro – per nuovi attacchi dello Stato islamico del Khorasan, che potrebbero includere l’uso di autobomba e razzi contro l’aeroporto. Le informazioni in possesso dell’intelligence Usa, spiega, vengono condivise con le milizie talebane che sorvegliano i checkpoint in città. Intanto l’agenzia Onu per i rifugiati si prepara a fronteggiare un esodo dall’Afghanistan di oltre 500mila persone. Nello scenario peggiore, ha riferito la vice Alta commissaria per i rifugiati Kelly Clements, potrebbero esserci fino a 515mila persone che lasceranno il Paese entro la fine di quest’anno.

Sul fronte italiano, in visita a Roma è arrivato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, che ha incontrato prima il premier Mario Draghi a palazzo Chigi e poi l’omologo Luigi Di Maio alla Farnesina. Più tardi Draghi ha anche avuto una conversazione telefonica con il primo ministro indiano Narendra Modi. In conferenza stampa, Di Maio ha definito la Russia “un attore fondamentale” per la gestione della crisi, con cui il dialogo è “imprescindibile“, anche nell’ambito del G20 speciale che sarà organizzato dalla presidenza italiana sul tema dell’Afghanistan: “Dovremmo vigilare affinché il Paese non torni a essere un rifugio sicuro per il terrorismo e concordare a livello internazionale una strategia per gestire l’impatto migratorio”. Ha inoltre comunicato che “tutti gli italiani che volevano lasciare l’Afghanistan sono stati evacuati, assieme a circa 4.900 cittadini afghani”. Si è infatti conclusa l’operazione Aquila Omnia dei ministeri di Esteri e Difesa per il rientro di collaboratori e profughi da Kabul: nel primo pomeriggio è decollato l’ultimo C-130 dell’Aeronautica con una cinquantina di afghani, il cui arrivo in Italia è previsto per sabato mattina. A bordo ci sono anche i diplomatici italiani Tommaso Claudi e Stefano Pontecorvo, insieme ai Carabinieri del battaglione Tuscania che hanno gestito le evacuazioni degli ultimi giorni. “Lascio Kabul col cuore pesante. La Nato ha svolto un ruolo chiave nel far uscire migliaia di persone e si è impegnata a portare altri in salvo. Grazie all’Italia per averci portato via”, scrive Pontecorvo su Twitter.

Da parte propria, il ministro russo ha assicurato che Mosca “è pronta a rispettare gli accordi che gli Stati Uniti hanno raggiunto con i Talebani”, precisando però che è necessario “capire quale ruolo può giocare adesso la Russia secondo i nostri partner, e ci è stato promesso un documento in merito. A differenza del formato G7 – dice – il G20 riflette la realtà multipolare del nostro mondo”. L’Italia ha garantito che al vertice saranno invitati anche i governi dei Paesi confinanti, in particolare Iran e Pakistan, che – dice Lavrov – “non devono pagare da soli la crisi: l’obiettivo è aiutarli ad affrontare l’esodo dei profughi”. Al mattino il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan aveva rivelato che i Taliban – in un colloquio di tre ore e mezza all’ambasciata di Kabul – hanno chiesto al suo Paese di gestire lo scalo attraverso tecnici civili, offerta su cui il governo di Ankara non ha ancora preso una decisione. E su Twitter il portavoce dei Talebani Suhail Shaheen comunica che una delegazione francese ha incontrato i rappresentanti dell’Emirato islamico giovedì a Doha (Qatar) per la prima volta da quando il movimento ha preso il potere. L’inviato francese François Richier e la sua delegazione “hanno discusso in dettaglio” della situazione all’aeroporto di Kabul con una delegazione guidata dal vicedirettore dell’ufficio politico dei talebani, Sher Abbas Stanikzai. Ogni afghano in possesso di documenti legali potrà viaggiare all’estero”, garantisce ancora una volta Shaheen.

In un messaggio al presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha garantito che “Roma resta fermamente determinata a contrastare, insieme agli Stati Uniti e agli altri partner internazionali, ogni forma di terrorismo e di violenza fondamentalista, oltre che a fornire assistenza umanitaria all’amico popolo afghano, che continua in queste ore a pagare un altissimo tributo di sangue. A nome del popolo italiano e mio personale – sottolinea il Capo dello Stato – desidero porgere a lei, signor Presidente, e a tutti i cittadini americani le espressioni del più sentito cordoglio per il gravissimo attentato che ieri è costato la vita a 13 militari in servizio presso l’aeroporto di Kabul. In questa tragica circostanza i nostri pensieri e la nostra vicinanza vanno innanzitutto alle famiglie delle vittime, alle quali faccio pervenire le sincere condoglianze della Repubblica italiana, e ai feriti, cui auguriamo un pronto ristabilimento. Con sentimenti di partecipe solidarietà rinnovo il cordoglio dell’Italia tutta”.

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