L’eco della “paesologia”, termine coniato dal poeta Franco Arminio per divulgare la necessità di riabitare i borghi dimenticati e concedersi una vita scandita dal ritmo della natura, sembrerebbe essersi propagata sino a Singapore, da dove Luke e Denise Otter sono partiti per trasferirsi in Calabria.

“Eravamo stanchi della vita frenetica a Singapore, lì si guadagna bene, ma la qualità della vita è pessima: non c’è natura, si vive frastornati dal rumore e da troppe persone. Seppur sia quindici volte più piccola della Calabria, ha 5,7 milioni di abitanti» racconta Luke, formatore trentaquattrenne con radici a Manchester, sposato con Denise, ingegnere quarantaduenne singaporiana. Entrambi appassionati di viaggi, tempo fa, rimasti affascinati da “una terra sconosciuta e ricca di tradizioni”, attraverso ricerche online, hanno scoperto il Parco Nazionale della Sila.

Da qui è nata la decisione di percorrere quasi 10.000 chilometri e cambiare vita: a inizio 2021, hanno lasciato le certezze di Singapore per realizzare, dopo una sosta di qualche mese da amici nel nord Italia, il sogno di vivere immersi nella natura, precisamente a Piano D’Arnice, una frazione di Acri, borgo definito “porta della Sila”.

“La scelta di questo paesino è stata puramente casuale. Abbiamo avuto qualche difficoltà a trovare online immobili in affitto, ma quando ci siamo imbattuti in questa casa in campagna, abbiamo subito capito che era il posto perfetto per noi, persone molto tranquille e introverse, bramose di fuggire dal trambusto della vita cittadina» spiega ricordando lo stupore del primo impatto con l’accoglienza della comunità che, da circa un mese, li ha “adottati”, li invita quotidianamente per fare escursioni o assaggiare prodotti tipici.

Il cibo è un’altra passione di Luke e Denise che, a Singapore, oltre alle rispettive professioni, gestivano un ristorante vegano. Infatti, reinventatisi lavorativamente grazie allo smartworking, lui in particolar modo ora investe in borsa, trascorrono le giornate tra visite a fattorie, agriturismi e gite nei paesi limitrofi.

Pienamente soddisfatta della scelta, la giovane coppia non trattiene la meraviglia per il viaggio indietro nel tempo vissuto grazie alle tradizioni locali: “ci emozioniamo ancora ricordando la prima volta che, usciti dall’autostrada, abbiamo visto un vecchietto che vendeva aglio e cipolla nel bagagliaio della sua auto”.

Per sentirsi ancora più integrati stanno imparando bene la lingua italiana, sperando entro fine anno di acquisire maggiore dimestichezza per conversare, ma anche per attivare uno scambio linguistico, già proposto alla comunità mostratasi subito entusiasta.

Alla domanda “cosa vi manca della vita precedente”, con convinzione, rispondono “nulla, avevamo bisogno di questa pace che soltanto la lentezza della natura sa concedere. Ora ci sentiamo più sani, parte integrante di questa comunità sempre pronta ad aiutarci. E non possiamo nascondere di aver apprezzato anche il costo della vita notevolmente più basso”.

Ovviamente, vista la notevole distanza, il pensiero è rivolto alle famiglie di origine: “avendo lasciato l’Inghilterra da ragazzo, mia madre è abituata a non vedermi spesso. Quando le ho detto che mi stavo trasferendo in Calabria, non sapeva nemmeno dove fosse, ma ora è curiosa di venire” conclude Luke, sperando di poterle far visitare presto questa terra speciale che li ha accolti come figli.

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