“Tu e Mancio siete la cosa più bella di questi Europei”. C’è una corrente nostalgia, molto di nicchia, ma anche molto sincera, che percorre celebrazioni e festeggiamenti di questo Europeo vinto dall’Italia. Ed è una corrente che percorre sottotraccia i social dove Gianluca Vialli, forse addirittura di più del ct Mancini, è diventato una vera, amata, coccolata, star amica. Il capo delegazione degli Azzurri ad Euro2020 è apparso spesso in profondità, pardon, di campo, tra i vari assistenti del Mancio: l’Evani versione Charlot, Salsano ossigenato, Attilio Lombardo sempre palla da biliardo come trent’anni fa. Maglioncino con il collo alto, lampo aperta su petto e cravatta; baschetto alla parigina; e quell’aria un po’ defilata, quasi come volersi proteggere dagli schizzi del fango e dalle ondate emotive del campo.

Una comfort zone misurata e cercata che, almeno per noi spettatori, è subito diventata coperta di Linus. Fino a quando Gianluca e Roberto, i gemelli del gol di quella Sampdoria che nel 1991 vinse il suo storico scudetto, si sono avvicinati l’uno all’altro, guardandosi entusiasti e felici dopo la vittoria contro l’Austria in un urlo di gioia proprio come ai vecchi tempi. Per il film della vita, che vediamo in modalità rewind, eravamo rimasti lì. Ricordandoci di quando Luca aveva raccontato della sua malattia, così dimesso nell’ultima parte del suo libro, Goals (Mondadori). “E alla fine tocca a me”, scriveva Vialli all’inizio dell’ultimo capitolo. Quello della scoperta del tumore al pancreas. “Voglio ispirare le persone, voglio che qualcuno mi guardi e dica: grazie a te non ho mollato”. Infatti, Gianluca non ha mai mollato ed eccolo lì a baciare l’anfora argentata del trionfo agli Europei.

E proprio questa pervicacia nel mantenersi silenziosamente e costantemente dentro alla vita che ha commosso follower di Instagram twittatori, commentatori di Facebook, che lo seguono a decine di migliaia. Gianluca uno di noi, perché s’inciampa, perché ha impattato contro un ostacolo enorme, perché non l’ha mai data per persa anche quando tutto gli crollava addosso. Gianluca, infine, che si commuove, anzi fa commuovere l’amico Roberto, pochi minuti dopo la conclusione di Italia-Inghilterra. Un abbraccio fraterno, dolce, gentile, di quelli che scavano dentro all’anima. Un fazzoletto di amicizia antica che si scioglie in rivoli di lacrime. Ce l’abbiamo fatta. Ma è una cosa tra due persone improvvisamente comuni mortali, uguali a milioni di altre. Ferita ma mai doma l’una, introversa e con il peso della nazione addosso quell’altra. “Abbiamo un esempio che ci dimostra ogni giorno come si deve vivere e comportare, é Gianluca Vialli, per noi è speciale”, spiega Florenzi alla fine del match vincente. Infine, l’abbraccio commosso diventa addirittura simbolo di una rinascita sociale.

Il profilo Facebook di Pillole di Ottimismo, la pagina del professor Guido Silvestri e Paolo Spada, che ha aiutato a sopravvivere senza spleen apocalittico i lockdown del Covid19, posta la foto dei gemelli a Wembley con il ciglio inumidito: “Super off topics rispetto ai nostri contenuti abituali… ma dopo un anno e mezzo in cui troppe volte si è pensato che la vita normale non l’avremmo più potuta avere…beh, forse anche no”.

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