Un colossale rave non autorizzato. È accaduto a Tavolaia, in provincia di Pisa a partire da sabato 3 luglio sera richiamando, secondo la questura, circa 5mila persone. L’evento si è tenuto in un terreno privato attorno a un rudere, per una notte di festa al di fuori di ogni regola. Polizia e carabinieri sono dovuti intervenire per sgomberare il maxi assembramento.

I residenti della zona hanno visto arrivare fin da sabato centinaia di auto, camper e tir, denunciando i disagi causati dalla presenza di musica techno sparata a tutto volume e centinaia di persone per le strade. Sollecitate a intervenire, le forze dell’ordine hanno cinturato la zona e predisposto tre check-point lungo le strade di accesso all’area, per cercare di evitare problemi di ordine pubblico.

Un evento che è suonato come una beffa per i gestori delle discoteche, che da mesi chiedono la possibilità di riaprire. “Le discoteche potrebbero essere un elemento di controllo”, dice Gianni Indino, segretario del Silb-Confcommercio e leader dei gestori dei locali da ballo della riviera romagnola. “Noi potremmo essere uno strumento utilissimo per controllare e per mettere in sicurezza la situazione”.

Indino non è l’unico a reclamare un’apertura delle discoteche. Dalla Romagna al Salento la voce è la stessa. Il sindaco di Gallipoli Stefano Minerva vorrebbe un’accelerazione sulla riapertura dei locali da ballo. “È ormai luglio, piena estate, non possiamo permettere che queste attività restino ferme”. Alla richiesta si è associato anche il presidente della Liguria Giovanni Toti, che recrimina l’assenza di un piano decisionale nonostante il via libera del Cts. “I dati del covid consentirebbero di ripartire in sicurezza, cosa stiamo aspettando?”

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