“Otto anni fa la frase di papa Francesco ‘chi sono io per giudicare’ mi ha reso libero, oggi le parole del Vaticano rinchiudono le persone ancora una volta”. Daniele è un cattolico omosessuale. Ha fatto il suo coming out proprio dopo il discorso pronunciato da papa Bergoglio nel 2013. E ieri è andato al Pride milanese insieme a tanti altri ragazzi del “Progetto Giovani Cristiani LGBT” per manifestare il sostegno al ddl Zan dopo la nota verbale del Vaticano. “Sono parole che fanno male soprattutto a tutte quelle persone che non si sono ancora aperte” spiegano i ragazzi mentre si disegnano sulle braccia delle croci arcobaleno.

“Da cristiano cattolico fa particolarmente male” racconta Luigi. Per lui la casa è chiesa, anche se al momento vive la sensazione di sentirsi messo all’uscio. “Si parla di noi, ma senza di noi. Le voci delle persone credenti Lgbtq+ continuano a non venire ascoltate dalla Chiesa e questo fa rabbia”. Le parole sono importanti e hanno un peso nelle vite delle persone. “Abbiamo già vissuto da giovani l’esperienza di scoprirci gay e leggere sul catechismo che ‘i nostri comportamenti erano oggettivamente disordinati’” ricorda Felice che poi aggiunge: “Quelle parole fanno credere loro che il nostro Dio non ci vuole così e che l’omosessualità sia un peccato. Non le capisco, ma so che non verrebbero mai da Gesù, il signore ci ama nella nostra autenticità”. L’intervento del Vaticano sul ddl Zan rappresenta un “passo indietro” per tanti di loro. Ma al tempo stesso le migliaia di cittadini in piazza per i Pride in tutta Italia dimostrano, secondo loro, che “le persone sono più avanti delle istituzioni ecclesiastiche”. Il disegno di legge contro l’omotransfobia è necessario perché “il problema è sempre più attuale e fa dispiacere che la Chiesa non se sia accorta” spiega Francesco che insieme ad altri ragazzi gestisce il sito “omofobia.org” dove tengono traccia di tutti i casi. “quattro alla settimana, considerando solo quelli denunciati”. In gioco non c’è la “libertà di espressione della Chiesa” ma il contrasto alla violenza. “Tra l’altro anche con il ddl Zan la Chiesa potrà continuare a dire che ‘siamo sbagliati, contro natura, che è peccato, che non siamo benedetti da Dio’, potranno dirlo, ma siamo sicuri che Gesù lo direbbe?”.

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