Da oltre un anno stava affrontando i sintomi di quella che è stata definita la “sindrome da Long Covid“, ovvero gli strascichi tutt’altro che secondari, lasciati dal virus. Per questo Heidi Ferrer, sceneggiatrice 50enne che ha diretto la serie tv Dawson’s Creek, si è tolta la vita. A raccontare le sofferenze contro cui lottava da mesi è stato è il marito, il regista Nick Guthe, che, parlando con la Cnn, ha lanciato un appello affinché venga istituito un supporto psicologico per tutte le persone che devono affrontare la sindrome del Long Covid.

Tutto è iniziato la scorsa estate, con un dolore “straziante e inspiegabile ai piedi” e da lì è stato un crescendo di disturbi fisici che hanno reso la sua vita un inferno: Heidi Ferrer soffriva di problemi digestivi e altri dolori muscolari “terribili” diffusi in tutto il corpo, oltre ad un senso di stanchezza cronico che le provocava aritmie ogni volta che si alzava dal letto. In più, diverse settimane prima della sua morte, ha iniziato ad avere anche dei tremori neurologici che non le consentivano di dormire più di un’ora per volta. Guthe ha spiegato che la moglie ha consultato diversi medici ma nessuno è riuscito a risolvere il problema: solo dopo mesi di analisi e visite specialistiche, la sceneggiatrice era stata indirizzata verso una clinica per pazienti Long Covid.

Purtroppo però, l’avviso di disponibilità per il ricovero è arrivato poche ore prima che Heidi morisse: “Ancora oggi è difficile convincere le persone a prestare attenzione alle persone con sintomi long Covid – ha detto il marito -. Nell’ultimo periodo mia moglie aveva la mente annebbiata persino la lettura di un libro era diventata impossibile. Abbiamo bisogno che il governo e istituzioni intervengano subito per finanziare la ricerca e fornire servizi di supporto per la salute mentale a persone come lei”.

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