Dal buio delle droghe alla rinascita per amore e per le musica. Dietro il sorriso del rapper Franco Rujan, in arte Blind, terzo classificato a X Factor 2020, si nascondo anni difficilissimi tra droghe, una famiglia difficile con una delle sorelle che ha tentato di uccidere la madre, lo straordinario talento in sella alla moto, un comandante dei Carabinieri che pur di sottrarlo alle brutte compagnie lo ha aiutato economicamente a realizzare i suoi sogni, l’amore della sua fidanzata Greta che lo salva fino all’incontro con Emma Marrone. Episodi racchiusi nell’autobiografia “Cicatrici” (ed. Mondadori Electa con Newco Management). “Io non ho mai detto di essere un Santo. Però sono un buono. Questo sì, ci potete giurare. Non voglio difendermi, pararmi il culo, fare la vittima, accusare gli altri di errori che ho fatto io. Voglio solo raccontare la mia storia. Senza cazzate, senza nascondere nulla”, questa è la premessa del libro.

Cocaina, MDMA, ketamina (l’anestetico per cavalli), anfetamine, metanfetamine, speed, crack e alcol. Come sei riuscito a sopravvivere?
È una domanda che mi pongo molte volte, non lo so davvero.

Ti ritieni un miracolato?
Assolutamente sì.

Da dove nasce l’esigenza di passare alle droghe già a 15 anni?
Dalla rabbia. La situazione a casa non era affatto facile e non avevo un modo sano per sfogare la rabbia che accumulavo, ho iniziato così a fare uso di droghe e a venderla sin da piccolo. Poi c’è stata anche la curiosità e l’emulazione, considerando che ho vissuto in un quartiere difficilissimo e problematico come Ponte San Giovanni.

Se i tuoi non avessero avuto un rapporto così violento per poi separarsi, pensi che la tua strada sarebbe stata differente?
Credo proprio di sì. Tutto nasce da una famiglia e se si nasce in un contesto sereno non fai le cose sbagliate. I genitori in genere indirizzano il figlio verso la strada giusta. Se un bambino cresce in una situazione di caos, dove i soldi mancano e non si è d’accordo sul suo futuro inevitabilmente si prendono strade che portano alla distruzione.

Tua sorella ha tentato di uccidere tua madre per derubarla, cosa hai pensato in quel momento e l’hai più sentita?
No. Ricordo quando mia madre mi ha chiamato, in quel momento vivevo dalla mia ragazza, con la voce affannata perché cardiopatica mentre mi diceva che mia sorella le aveva messo le mani addosso. Sono corso da lei subito, era in ospedale e ha avuto un altro infarto, in quel momento mi sono dovuto trattenere per non fare altre sciocchezze. Mi è scattato l’istinto di protezione. La mamma è sempre la mamma.

Da piccolo mangiavi e e ti vestivi con quello che offriva la Caritas, cosa porti con te di questi momenti difficili?Ogni volta che penso al mio passato mi scatta una carica più forte per vivere il presente. Ho cicatrici sul corpo e nell’anima.

Giornate intere a drogarti, il buio, il dolore. Hai fatto pace con quel periodo della tua vita?
Sì, ho fatto pace con quel periodo da quasi tre anni. Me la sono vista davvero brutta.

Saresti morto se non avessi incontrato Greta?
Me lo chiedo spesso e con tutta onestà penso di sì.

Poi X Factor e il riscatto. Emma ha pensato di te che fossi uno sbruffone, poi è andata oltre e ha capito chi sei davvero. Come l’hai conquistata?
Quando sono salito sul palco ero determinato, avevo un obiettivo e per proteggermi ho dato risposte sicure, mostrando una corazza. Emma ha intuito questa cosa ed è andata oltre.

I fantasmi del passato sono ricomparsi dopo la partecipazione al talent?
No per fortuna. Si sono fatte vive però le persone che mi avevano chiuso le porte in faccia.

A cosa stai lavorando?
Sto preparando molte cose, ho un disco in cantiere, aprirò il concerto al Carroponte di Milano di Emma e spero di poter fare qualche data live questa estate.

Tra i tuoi piani c’è anche il Festival di Sanremo?
Vorrei assolutamente andarci ed è un sogno per me.

(Foto di Federico Laddaga)

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