In Italia, secondo l’Enac, ci sono 40 aeroporti, per lo più concentrati nel Nord. Una vera follia ecologica, climatica, economica. In Emilia Romagna in 217 chilometri abbiamo 4 aeroporti (Bologna, Parma, Forlì, Rimini). L’ultimo “ri-nato” è quello di Forlì, chiuso nel 2013 perché incapace di sostenersi, ed ora riaperto (con fondi privati) ma che per sostenersi ciuccerà inevitabilmente notevoli fondi pubblici (già promessi dalla nostra sollecita regione).

Andrea Corsini, assessore Emilia Romagna ai Trasporti e al Turismo, ha infatti già promesso 48 milioni agli aeroporti regionali, vantandosi inoltre di fare pressione sull’Unione Europea che per i suoi regolamenti non potrebbe finanziare gli aeroporti di Bologna e Forlì, l’uno perché troppo grande, l’altro perché troppo vicino ad un altro scalo (meno di 100 chilometri). Corsini sottolinea che farà pressioni anche sul governo per includere finanziamenti al trasporto aereo nel Pnrr.

Insomma, i politici scalpitano per favorire il trasporto aereo, rilanciando così, a loro dire, “la ripresa”. Rilanciando però anche emissioni ed inquinamento. Il trasporto aereo è infatti il mezzo maggiormente inquinante a parità di passeggero-chilometro: viaggiando in aereo produciamo 448 grammi di CO2 per chilometro a persona, mentre in treno solo 14 grammi di CO2 per chilometro (Ivanova et al. Quantifying the potential for climate change mitigation of consumption options, 2020; Austrian Environment Agency).

In particolare, sono proprio i voli a corto raggio ad essere i principali emettitori di inquinanti atmosferici, poiché il carburante viene consumato maggiormente durante le fasi di decollo e atterraggio (oltre alla CO2, troviamo idrocarburi incombusti-COV e IPA, Particolato-PM, NOx-ossidi di azoto, molecole tossiche per la salute umana secondo l’OMS) (European Environment Agency, Transport and environment report 2020 – Train or plane? 2021). Il traffico aereo, secondo un rapporto Isde, è tra le più importanti fonti di inquinamento ambientale e danno alla salute (Isde, 29 ottobre 2016).

Il report dell’Ipcc (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) dice chiaramente che per ridurre le emissioni di gas climalteranti il trasporto aereo dovrà essere ridotto drasticamente. Diverse stime internazionali permettono di indicare un apporto del trasporto aereo a circa il 3% sul totale delle emissioni climalteranti, contribuendo così in maniera decisiva al surriscaldamento del pianeta e all’inquinamento dell’aria. Apporto che sta crescendo vertiginosamente grazie all’aumento dei voli low cost. D’altra parte, la situazione è tremendamente ingiusta. Solo una minima parte della popolazione mondiale viaggia in aereo, mentre le drammatiche conseguenze del surriscaldamento climatico ricadono sull’intera umanità a partire dagli stati più poveri.

In Francia è allo studio delle Camere un ddl per vietare voli a corto raggio. In Europa esistono casi di aeroporti inutilizzati e “rigenerati”, come a Berlino, dove il Tempelhof è stato trasformato in un parco urbano. Perché, invece, qui in Emilia Romagna e in genere in Italia si va nella direzione opposta, spingendo per accrescere il traffico aereo, emettitore di gas climalteranti, con notevoli fondi pubblici (soldi della cittadinanza, che vengono dalle tasse, sottratti al traffico ferroviario, alla scuola, eccetera)?

Aeroporti che si trovano, spesso e volentieri, vicino ad aree densamente abitate, scuole, ospedali, quando la letteratura scientifica dimostra che le persone che vivono in prossimità di scali aeroportuali e i lavoratori delle strutture aeroportuali sono costretti a subire gli effetti dell’inquinamento dell’aria e dell’inquinamento acustico con conseguenze importanti sulla salute e lo stato psicofisico.

Come se non bastassero tutti questi studi, a Parma si vuole ampliare l’aeroporto trasformandolo in aeroporto cargo (per merci) rendendolo, se possibile, ancora più inquinante: “L’aeroporto G. Verdi di Parma non serve a nessuno e la sua espansione farà danni per tutti” dicono Legambiente Parma, NOcargoparma, Chiara Bertogalli, Isde Parma – medici per l’ambiente, Fridays For Future – Parma, Art Lab Occupato, Wwf Parma, Europa Verde Parma, che denunciano anche la cementificazione selvaggia per la costruzione dei poli logistici che utilizzeranno l’aeroporto.

Le associazioni hanno fatto ricorso al Tar per chiedere l’annullamento del parere positivo di compatibilità ambientale. Sabato 5 giugno alle 10:00 ci sarà una grande manifestazione, a Parma, in occasione della giornata mondiale dell’ambiente. La domanda è cruciale, e non solo a Parma: in un’epoca di malattie, collasso climatico ed ecologico, vogliamo davvero buttare ulteriori soldi pubblici in una fonte di inquinamento e CO2?

Dobbiamo fare delle scelte. Tassare il kerosene (carburante degli aerei) per rendere i voli più costosi del treno, a parità di chilometri. Finanziare e aiutare solo il traffico su rotaia, ridurre e razionalizzare i voli, chiudere e riconvertire gli aeroporti troppo vicini, respingere i progetti di ampliamento. Insomma, restiamo coi piedi per terra!

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